Il lettore protagonista della diffusione del libro

30 ottobre, 2007

di Lina Sini per Librerie.Coop.it

Fa parte di una delle famiglie di editori più importanti in Italia. E’ sua l’idea dei Presidi del Libro, nati nel 2002 con l’obiettivo di far emergere la domanda di libri anche laddove non c’è l’offerta. Giuseppe Laterza ci racconta la storia di una bella intuizione trasformata in realtà.
Leggi l’intervista
Come e perché è nata l’idea dei Presidi del Libro?
E’ stata una cosa piuttosto curiosa… Nel maggio del 2001, alla vigilia del Salone del Libro di Torino, avevamo commissionato un’inchiesta alla nostra rete commerciale, per avere un quadro sulla presenza di librerie nelle città italiane. Da questa ricerca venne fuori un dato impressionante: molte città anche grandi, come per esempio Adria in Puglia, o Lodi in Lombardia, non avevano una libreria. In quei giorni ne parlai durante un’intervista per La Repubblica con il giornalista Francesco Erbani, che inaspettatamente mi chiese “Cosa bisogna fare?” Io pensai all’esperienza dei Presidi del Gusto di Slow Food, che hanno ricostruito un mercato per alcune specialità gastronomiche italiane che rischiavano di sparire, e risposi che forse era necessario organizzare dei Presidi del Libro. Intendendoli come gruppi di lettori che dal basso si organizzano per sostenere il libro e ricostruire una domanda che langue, in assenza di un’offerta: laddove non c’è una libreria la domanda di libri non può che essere inespressa. Dopo l’uscita dell’intervista ricevetti moltissime mail, da lettori, da persone che vivevano questa carenza e che coglievano e appoggiavano la mia idea. Contattai personalmente molte delle persone che mi avevano scritto, le incontrai, ed ecco come è nata l’associazione Presidi del Libro, prima in Puglia e poi in altre regioni e città italiane.

A quasi sei anni dal debutto dei Presidi, quali sono i risultati che vi hanno dato più soddisfazione?
Devo premettere che l’associazione dei Presidi del libro si fonda totalmente sul volontariato. Abbiamo una sola persona che lavora a tempo pieno, il resto è tutto frutto del tempo dedicato volontariamente da tante persone – librai, insegnanti, editori, e semplici amanti della lettura. Ebbene, oggi ci sono 6 associazioni regionali dei Presidi del libro (Puglia, Emilia Romagna, Piemonte, Campania, Sicilia, Sardegna), più molte altre associazioni locali in altre regioni d’Italia. La realtà più sviluppata è sicuramente quella pugliese (dove ci sono 40 Presidi), perché da qui è partita la prima esperienza, e perché qui l’associazione ha ottenuto un deciso sostegno da parte della Regione. Sia con la giunta di centro-destra che con quella di centro-sinistra infatti, la Regione Puglia ha investito su questo progetto comprendendo che l’amministrazione in questo modo aveva la possibilità di coltivare un rapporto stretto con gruppi di persone che rappresentano una delle espressioni più alte del territorio.

L’associazione svolge un ruolo di coordinamento dei vari presidi? In che modo?
Le varie associazioni regionali si gestiscono autonomamente, nel solco dell’idea originale che ha come assunto fondamentale quello di organizzare iniziative in cui i protagonisti siano i lettori. In Puglia, grazie anche al supporto della Regione, l’associazione raccoglie annualmente le idee provenienti dai diversi Presidi, le discute e le approva. Tra i progetti approvati viene poi ripartito, per la realizzazione, il finanziamento regionale. Purtroppo questo non accade nelle altre regioni, dove non essendoci un supporto così forte da parte delle istituzioni locali, i gruppi si sostengono autonomamente. In generale comunque l’obiettivo è di diventare tutti autonomi, anche dal punto di vista economico.

I Presidi del Libro sono quindi animati da gruppi a volte molto differenti tra loro. Ci sono delle esperienze particolarmente interessanti?
Ci sono due Presidi che a mio parere hanno un valore particolare. Uno si svolge a Lecce, ha sede nel Centro di Igiene Mentale e consiste nella lettura a voce alta come terapia per i disabili mentali, grazie a due giovani donne che leggono per i malati, e poi insieme commentano e discutono di quello che leggono. Poi c’è il Presidio del libro di Scampìa, uno dei quartieri più difficili di Napoli, dove Padre Fabrizio Valletti ha dato vita all’unico Centro culturale della zona, gestito da gruppi di ragazzi volontari del quartiere, si chiama Hurtado, e ha all’interno una piccola biblioteca, che svolge una funzione molto importante per un quartiere dove non ci sono altre occasioni di fruire cultura.

Lina Sini

Giuseppe Laterza, nato a Bari nel 1957, ha cominciato giovanissimo ad occuparsi di libri percorrendo nella casa editrice di famiglia tutte le tappe del lavoro editoriale. Responsabile del settore della saggistica varia ha consolidato i rapporti di collaborazione della Laterza con autori ed editori esteri, portando avanti, nello stesso tempo, assieme a suo cugino Alessandro (che si occupa del settore scolastico) e col sostegno di Vito e Paolo Laterza, la riorganizzazione della casa editrice. Sua l’idea di una Storia delle Donne e della collana Fare l’Europa, un progetto che ha riunito per la prima volta prestigiosi editori dei principali paesi europei nella realizzazione di una serie pensata dall’inizio per un pubblico europeo. Attento alla storia del Novecento, ha promosso il progetto di Stajano su La cultura italiana continuando, con Vito, a pubblicare libri di riflessione sulle ultime vicende storico-politiche, come l’Autobiografia di Norberto Bobbio curata da Alberto Papuzzi, l’intervista a De Rita sulla borghesia in Italia e quella ad Eugenio Garin sugli intellettuali. Ha ideato anche i libri della collana Laterza Ragazzi, in cui gli autori della casa editrice si impegnano a raccontare al pubblico più giovane quella parte del loro sapere, eventi o personaggi che più li affascina.
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30/10/2007

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