L’Italia ha bisogno di una legge sul libro?

29 ottobre, 2007

E’ il tema rovente di questo autunno. Noi abbiamo parlato in questo articolo Mentre editori, scrittori, librai ne hanno parlato il 28 ottobre nell’ambito del Festival del libro di Pisa (Stazione Leopolda – Sala Shelley) presentando l’Associazione Italiana delle culture, nata dalla sinergia di editori, librai, scrittori e lettori.
Riceviamo e pubblichiamo.

Appello per una legge sul libro

Al presidente della Repubblica
Al presidente del consiglio dei ministri
Al consiglio dei ministri

In Italia la situazione dell’industria del libro vive una drammatica indifferenza e la proposta di legge Della Vedova (che prevede di applicare sconti ai libri superiori al 15% finora consentito) è la dimostrazione tangibile di questo stato di cose. Liberalizzare il prezzo di vendita porterà alla fine delle librerie indipendenti e fidelizzerà i lettori – sempre più clienti e meno lettori – verso pochi punti vendita pronti a giocare sul prezzo dei libri e non sulla loro qualità il fatturato di vendita annuo.
La conseguenza di questa legge sarà la chiusura delle librerie lontane dai marchi monopolistici, dei piccoli e medi editori, dei distributori indipendenti e il restringimento dell’offerta titoli, già scarsa nel panorama editoriale italiano. La concentrazione di elementi della filiera dell’editoria da parte di pochi soggetti è una realtà di un settore industriale che in Italia ha vissuto solo su una gestione assistenzialista e clientelare, senza pensare mai che l’oggetto in discussione è strettamente connesso alla crescita culturale, sociale ed economica di un intero paese.
Lo Stato che non tutela l’indipendenza delle realtà che compongono il sistema libro è un paese povero con una prospettiva limitata. E alla fine questa legge gioverà solo alle grandi strutture che agiranno liberamente sui prezzi dei libri giocando con il mercato. Il potere contrattuale strangolerà i librai indipendenti e i piccoli editori, spingendo sugli scaffali non il libro da leggere, ma il libro da acquistare.
E’ urgente lo studio e il varo di una legge specifica sul libro, che distingua le realtà editoriali dedite alla produzione di giornali, da quelle specifiche del settore librario.
Una legge che disponga risorse all’intera filiera dell’editoria: dalla libreria, al piccolo editore indipendente, senza dimenticare il lettore con sgravi fiscali.
Una legge che preveda anche e soprattutto tramite il sistema radio-televisivo di Stato obblighi di programmazione di trasmissioni dedicate al mondo dei libri, scevri da condizionamenti clientelari, politici, familiari.
Lo Stato deve applicare misure per sostenere la libertà culturale ed economica dell’intero settore editoriale rivendicando per sé e per il suo futuro la formazione di nuove realtà librarie e non il loro sfiorire.

www.associazione-culture.org

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