Garzantina oltre l’Occidente

12 settembre, 2007

Nella nuova edizione dell’enciclopedia tascabile Letteratura due terzi degli autori appartengono ad altre culture; accolti gli scrittori-bestseller, da Dan Brown alla Rowling, da Moccia a Faletti, per non parlare di Camilleri.
di Mirella Appiotti, Tuttolibri, La Stampa
Rischia di essere uno degli avvenimenti editoriali di fine 2007 l’uscita, a ottobre, della nuova Garzantina della Letteratura. Non solo perché dalla sua prima edizione, 1972, è passato un quarto di secolo, trattasi dunque di un «oggetto» storico, ampliato e rinnovato altre due volte, nell’85 e nel ’97. Soprattutto per i dieci anni che ora arriva a colmare, la più famosa e attesa tra le enciclopedie tascabili della casa (a novembre, con la sinora inedita Garzantina del Medioevo, saranno 30 le discendenti dal geniale progetto di patron Livio di «seguire l’arco del sapere, materia per materia»): strumento di studio, che con grande tempismo arriva ad apertura delle scuole, e di vastissima consultazione.

IL NUOVO SCENARIO
Dieci anni durante i quali è cambiato il mondo. Radicalmente quello della scrittura, pronubi computer e Internet, mentre la geografia letteraria è in continuo movimento. Come si presenta allora lo scenario globale della nuova Garzantina? «Quasi due terzi degli autori inseriti – sintetizza il direttore editoriale Oliviero Ponte Di Pino – appartengono a culture non occidentali: è questo forse il dato più appariscente, testimonianza del peso che esse hanno assunto nel mercato editoriale e dell’autentico interesse del pubblico. Oltre all’emergere con forza, nelle trame narrative, delle realtà politico-sociali e culturali che il processo di globalizzazione spinge a un continuo incontro-scontro».

600 NEW ENTRY
Tra stranieri e italiani. E’ questo il punto focale della nuova opera che conta 9000 lemmi, 1700 pagine, cui ha lavorato per due anni la redazione della Garzanti con la collaborazione di una schiera di specialisti, aggiornando anche i dati di almeno un migliaio di nomi già presenti nelle passate edizioni. Al di là del gioco (inossidabile) del «chi c’è, chi non c’è», nuovi o fortemente sviluppati sono qui anche gli «apparati»: schede di approfondimento, connessioni interdisciplinari, rapporti con le altre arti. Sotto la voce «generi letterari» figurano graphic novel e teatro di narrazione, letteratura spanglish e new journalism; quanto a thriller e poliziesco, compaiono tutti i generi e sottogeneri. E, entro la «Cronaca dal mondo letterario», fra i temi fondamentali della traduzione, diritto d’autore, premi, nuove frontiere dell’editoria digitale, un posto rilevante hanno il rapporto delle donne con la scrittura e il problema della censura, da noi e dappertutto, nonché la crisi della critica, mentre alla voce «Letteratura &…» si parla di cibo, di erotismo e di guerra, con percorsi di lettura importanti. Molte le appendici aggiunte, dai «Mestieri del libro» per condurre, specie i giovani, dietro le quinte dell’editoria alla mappa delle manifestazioni più importanti. Arricchite le sezioni tradizionali: il glossario della metrica, le «trame», i profili delle letterature mondiali.

CHI C’E’
«Nella scelta dei “nuovi” – spiega Ponte Di Pino – ci siamo posti il problema di inserire opere che riteniamo potranno “restare”, che potrebbero diventare classici contemporanei. Esclusi gli autori di un solo libro (per ora), abbiamo tentato di individuare chi potrà avere un futuro. Inseriti a pieno titolo gli scrittori-bestseller, da Dan Brown alla Rowling, da Moccia a Faletti, per non parlare di Camilleri: registrare il successo è parte del nostro compito».

LETTORI, GIUDICATE
Toccherà tra poco al pubblico verificare la validità di queste selezioni. Impossibile qui da elencare per intero. Tutti i Nobel, ovviamente. Molto ampio il panorama degli stranieri, vedi Chabon e Foster Wallace, Houellebecq e Nothomb, Palahniuk, Foer, la Vargas… Mirato quello degli italiani, Ammaniti e Carlotto, Culicchia e la Mastrocola, Piperno, Starnone e avanti. «I terreni su cui abbiamo più accanitamente lavorato sono però quelli del mondo arabo, africano e dell’Estremo Oriente, India, Cina: letterature di grande innovazione a fronte di una certa stasi di quelle occidentali». Ma una parola di conforto arriva per l’Italia: «L’aspetto più interessante degli autori emergenti è che escono dalla loro torre d’avorio e pensano e si confrontano con i lettori».

POI CACCIA ALL’ERRORE
Secondo gli studi della Oxford University Press «il margine fisiologico di errore per questo tipo di operazioni editoriali- conclude Ponte Di Pino – è del 3-5%. Errori inevitabili purtroppo, da parte di chi lavora. Ma, talvolta, errori che arrivano dagli autori: tipico quello dell’alterazione della data di nascita. A noi è capitato con una scrittrice, di cui non ricordiamo il nome, naturalmente…».

(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 8 settembre)

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