NARRATIVA E POESIA DI SVOLTA

3 settembre, 2007

letterature di svolta
Dopo aver battuto il sentiero dell’antropologia, della filosofia, dell’economia, della psicologia, Letterature di svolta si è riproposta di costituire una lista di libri di narrativa e di poesia “di svolta” pubblicati dopo il 1989, anno della caduta del muro di Berlino. Si tratta di libri che per linguaggio, temi, prospettiva o altri aspetti, gettano una luce nuova sulla nostra concezione sociale.

Ma, più che una lista ragionata di libri di svolta, il risultato è stato un elenco personale, in cui dietro o dentro ogni libro, s’intravede la persona che lo consiglia.
Per svolgere questa ricerca, durata quasi 8 mesi, ho interpellato moltissime persone, provenienti da ambienti, paesi, culture diversi. Devo confessare però che i miei messaggi di posta elettronica non hanno ottenuto l’effetto sperato.
Inizialmente, ho pensato che il ritardo nelle risposte corrispondesse a un tempo tecnico, necessario per riprendersi dallo stupore e meditare sulla questione. Più tardi, quando ho ricevuto le prime risposte, un po’ distanti e incerte, mi sono convinta che c’era qualcosa che non andava, che esisteva una sorta di barriera tra le persone interpellate e la nostra ricerca.
Mi sono quindi decisa ad accorciare le distanze e a rivolgermi personalmente ai protagonisti di questa ricerca per scoprire quel che non andava.
Così, mi sono resa conto che il compito che avevamo loro assegnato – scegliere dei libri di svolta, significativi e in grado di marcare un cambiamento societario – era stato interpretato con grande serietà, oserei dire con un eccessivo senso di responsabilità che, in qualche modo, agiva da censura sui gusti e le opinioni personali. Ho quindi sollecitato l’espressione di dubbi, dissensi e anche paure nate dal progetto, scoprendo che la letteratura, lungi dal lasciare indifferenti, suscita grandi passioni e attaccamenti a dir poco esistenziali. Per molte persone, insomma, alcuni libri hanno costituito una svolta personale, prima che sociale e politica. Spesso si tratta di letture molto precoci o collocate in momenti cruciali dell’esistenza: l’infanzia, la giovinezza, i periodi delle grandi scelte o dei grandi cambiamenti.
In ogni caso, di fronte al mio sollecito ad esprimersi, molti hanno reagito con un certo riserbo rispetto alla data del 1989. Per loro, il crollo del muro di Berlino non ha prodotto effetti così immediati e rilevanti sulla letteratura e la maggior parte dei libri significativi si situacollocano no in epoche precedenti alla fine degli anni ’80. Questa risposta è stata condivisa da persone di una certa età e da lettori giovanissimi e non pare dettata da passeismo o mancanza di aggiornamento.
Stimolati a riflettere sulla questione e a trovare dei titoli validi, capaci di avere un impatto sulla loro vita e sul modo di presentare e concepire il mondo, ci sono state risposte molto precise.
Alcuni non sono riusciti a trovare più di un titolo; altri sono stati difficilmente arginabili e, nonostante il numero dei libri da segnalare fosse stato fissato a un massimo di tre, non ho voluto limitare il loro entusiasmo. Alcuni sono stati molto parchi di spiegazioni, quasi che i titoli segnalati costituissero di per sé una presa di posizione importante; altri, al contrario, hanno voluto fornire spiegazioni, commenti, raccontare la storia, trasmettere il loro entusiasmo per certi dettagli, le descrizioni, il linguaggio.
Numerosi sono stati i libri di saggistica o i reportage percepiti come narrativa per l’abilità stilistica dell’autore e la scorrevolezza. Difficile mantenere i compartimenti stagni tra i generi: come valutare una prosa poetica? Un’opera per bambini particolarmente adulta? Un romanzo d’attualità? Un carteggio romanzato? E che dire del fumetto o di quel nuovo genere chiamato graphic-novel che si affida all’immagine più che alla parola?
Anche in questo caso, è importante per me non censurare le impressioni dei lettori, sensibili e capaci di cogliere la trasversalità dei generi.
Mi è sembrato infine doveroso un piccolo riconoscimento all’abilità – talvolta ignorata – dei traduttori, menzionando il loro nome. In fondo, anche se li si dimentica spesso, sono loro i veri mediatori, gli angeli custodi della letteratura.
Tra gli autori più menzionati, figurano, per la prosa, Coetze, Kristof, Saramago, Marías, Yehoshua, Wolf, Izzo, Ruiz Zafon, Mazzantini e Saviano; in poesia, Walcott, Grandmont e Gualtieri.
In generale, tuttavia, si notano pochi titoli doppi e un’autonomia di scelte che fa pensare che la lettura rimanga un momento espressivo molto significativo. Questo è, a mio parere, il risultato più importante della nostra ricerca sulla letteratura di svolta: la scoperta che leggere non è un gesto passivo e routinario, ma uno straordinario atto di partecipazione – culturale, emotivo, sociale – alla vita intellettuale di questo momento storico.

Guia Risari per Agenzia n-2

http://www.letteraturedisvolta.it/it.php/temi/narrativa_e_poesia_di_svolta

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