Gli editori indipendenti firmano la dichiarazione internazionale per la tutela e la promozione della bibliodiversità

23 luglio, 2007

Fidare, la Federazione Italiana Editori Indipendenti, si pone come obiettivo di rappresentare gli interessi degli editori indipendenti attraverso la partecipazione collettiva a fiere di settore anche internazionali.
Fidare è entrata a far parte dell’Alliance des Éditeurs Indépendants, che ha sede a Parigi e conta 465 Case Editrici di 40 stati.
In occasione dell’Assemblea Internazionale dell’editoria indipendente è stato stilato il seguente Manifesto per la promozione e la tutela della Bibliodiversità.
Riceviamo e pubblichiamo.
A seguire il testo del manifesto.

DICHIARAZIONE INTERNAZIONALE DEGLI EDITORI INDIPENDENTI
PER LA TUTELA E LA PROMOZIONE DELLA BIBLIODIVERSITÀ

Parigi, 1 – 4 luglio 2007

Premessa

Il ruolo degli editori indipendenti come attori essenziali della distribuzione delle idee, della formazione dell’essere umano, è oggi gravemente compromesso in tutto il mondo. La bibliodiversità – la diversità culturale del libro – è in pericolo .
Gli editori indipendenti sono, infatti, colpiti in pieno dalla globalizzazione dell’economia, che facilita la finanziarizzazione del settore, attualmente dominato dai grandi gruppi che possiedono i finanziamenti, i mezzi di comunicazione e di distribuzione. La standardizzazione dei contenuti è in agguato.

La ricerca del solo profitto spinge l’editoria verso una mercificazione che non è compatibile con la creazione e la diffusione di prodotti culturali, mentre il libro dovrebbe essere un bene pubblico.

Di fronte a queste minacce, noi, 75 editori indipendenti di oltre 45 paesi – compresi i rappresentanti di associazioni che riuniscono in totale più di 465 case editrici – riuniti all’Assemblea internazionale dell’editoria indipendente a Parigi, presso la Biblioteca Nazionale di Francia, dal 1° al 4 luglio 2007, riaffermiamo la nostra volontà di resistere e di agire insieme.

Aderiamo pienamente ai princìpi della Convenzione per la tutela e la promozione della diversità delle espressioni culturali dell’Unesco, entrata in vigore il 18 marzo 2007. Desideriamo contribuire concretamente alla sua realizzazione per quanto riguarda il nostro settore culturale. Riteniamo che l’associazione che formiamo abbia il diritto di rappresentare e di difendere la bibliodiversità e l’editoria indipendente, specialmente di fronte alle organizzazioni internazionali e agli Stati impegnati nell’applicazione della Convenzione e nell’attuazione di politiche nazionali per il libro e la lettura.

Dichiarazione

Per prima cosa, denunciamo con forza ogni forma di censura, che sia diretta, indiretta o che si tratti di autocensura. Dichiariamo piena solidarietà a tutti i nostri colleghi editori, agli autori e a tutti gli altri professionisti del libro che, ancora oggi, subiscono forme di intimidazione, violenze morali e fisiche o finiscono in carcere, con gravi danni per la loro attività e rischi personali. Dobbiamo constatare, inoltre, lo sviluppo di forme di censura meno dirette, che possono avere cause amministrative (blocchi alle dogane, tasse arbitrarie ecc.), legali e finanziarie oppure derivare da un meccanismo di autocensura. Anche i fenomeni di concentrazione e finanziarizzazione del settore editoriale influiscono in modo più o meno diretto sull’inasprimento o sulla ricomparsa di forme di censura.
Constatiamo che le leggi antiterrorismo e quelle relative alla pubblica sicurezza hanno ridotto, da alcuni anni, la libertà di espressione in tutto il mondo. Intendiamo lottare contro tale degrado.

Siamo particolarmente allarmati dal fatto che non ci sia scambio di iniziative e idee tra le culture, soprattutto attraverso i libri. Notiamo, ad esempio, che pochissimi libri sono tradotti in inglese o in arabo, mentre la maggior parte delle traduzioni riguarda opere scritte in inglese. Temiamo un impoverimento delle identità culturali e il definitivo avvento di un pensiero dominante. Chiediamo unanimemente e solennemente una raccolta urgente di fondi e incentivi alla traduzione destinati, prima di tutto, agli editori indipendenti. Chiediamo a tutti gli Stati, all’autorità pubblica, ai mecenati di destinare urgentemente finanziamenti alla traduzione di opere, contribuendo a ricreare e a rafforzare i legami tra le società umane.

Siamo sempre più convinti che le coedizioni rappresentino anche un utile strumento del dialogo interculturale – soprattutto quando sono il frutto di un impegno collettivo che si traduce in accordi commerciali solidali. Ci impegniamo a portare avanti la riflessione – arricchita dall’esperienza – sul concetto di “libro equo e solidale”.

Ci dichiariamo favorevoli alla sovranità degli Stati in materia di politiche culturali, politiche che non devono, tuttavia, limitare la libertà di espressione né i diritti umani. Bisogna che sia rispettato, difeso, applicato un diritto sovrano che autorizzi l’istituzione di politiche e di leggi a favore del libro, che tutelino e assicurino la promozione di aziende culturali indipendenti. Tale sovranità potrebbe, ad esempio, permettere la promulgazione di leggi che garantiscano il prezzo fisso, l’approvazione di sgravi fiscali, lo sviluppo delle biblioteche e della lettura pubblica, la tutela e l’incremento delle librerie indipendenti, l’acquisto, da parte di enti pubblici, di libri stampati localmente, l’adozione di tariffe preferenziali per il trasporto di libri a livello nazionale.
Il libro e l’editoria fanno parte di un’eredità culturale locale, ma anche universale. La diffusione delle opere deve passare necessariamente attraverso la coedizione solidale e la cessione dei diritti, soprattutto quando i livelli di sviluppo sono disuguali. Sosteniamo, inoltre, la pubblicazione in lingue locali o di minoranze e ci dichiariamo solidali con gli editori che la incoraggiano.
Chiediamo la revisione degli accordi di Firenze. Non siamo contrari alla libera circolazione dei libri ma, purtroppo, essa è troppo spesso svantaggiosa per i mercati e le aziende locali e nazionali. Bisogna compensare lo squilibrio negli scambi tra paesi che sono forti esportatori di libri e i paesi importatori.
Invitiamo le associazioni e le istituzioni che regalano libri a far sì che il loro agire non penalizzi l’editoria locale. Riteniamo prioritario ripensare l’omaggio di libri e i suoi meccanismi, conferirgli un nuovo significato, adeguarlo ai tempi moderni.
È essenziale che gli editori indipendenti possano accedere al mercato pubblico dei loro paesi. L’editoria scolastica deve essere necessariamente affidata agli editori locali indipendenti sia per ragioni di sviluppo economico sia perché è fondamentale che i contenuti siano elaborati localmente.
Ci sembra essenziale che venga creato un contesto fiscale favorevole all’industria del libro. Si tratta innanzi tutto di ridurre le tasse sui libri, ma anche di detassare il più possibile l’importazione di materiali indispensabili alla produzione di libri. Ci rammarichiamo vivamente che il Protocollo di Nairobi non sia stato firmato, ratificato né rispettato da tutti.

Vogliamo riaffermare la nostra interdipendenza dai protagonisti della catena produttiva del libro: gli autori, i traduttori, i librai e i bibliotecari. In particolare, ci sentiamo legati da un destino comune ai librai indipendenti. Non dimentichiamo che i librai indipendenti sono, come i loro omologhi editori, operatori culturali e sociali di fondamentale importanza per l’informazione e la formazione delle persone. Editori e librai devono collaborare a rendere manifesta la propria indipendenza e il suo significato.

In alcuni paesi, la deregulation della distribuzione, dovuta alla concentrazione, minaccia l’intera catena produttiva del libro. Chiediamo che i canali di distribuzione esistenti siano sottoposti a regole e che vengano creati canali alternativi di diffusione.

Le biblioteche pubbliche appartengono di diritto alla catena produttiva del libro. Attraverso l’acquisto di opere, devono riflettere la diversità culturale e favorire lo sviluppo dell’editoria locale, assolvendo alla loro funzione sociale di educazione alla lettura.

È imprescindibile che si progettino e si applichino leggi eque riguardo ai diritti d’autore, leggi che permettano di tutelare gli scrittori, garantendo, al tempo stesso, l’accesso alla conoscenza. Si tratta, innanzi tutto, di impedire il monopolio della conoscenza e un’eccessiva appropriazione privata del sapere. Inoltre, l’accesso alle nuove tecnologie è d’importanza capitale: infatti, esse sono indispensabili alla bibliodiversità.

Siamo consapevoli, mentre lottiamo per rivendicare i nostri diritti, di dover riconoscere i nostri doveri e le nostre responsabilità, di ordine culturale, sociale e ambientale.

Al termine di queste quattro giornate di lavoro collettivo constatiamo ancora una volta che la nostra Unione è un prezioso spazio di contatti umani, di dialogo e di scambi culturali, di condivisione di esperienze, di confronto di saperi professionali, di elaborazione e di realizzazione di progetti editoriali innovativi, di programmazione di interventi di tutela dell’editoria indipendente e della bibliodiversità. Siamo pienamente consapevoli di dover riflettere e progettare agendo in prima persona.

Invitiamo, infine, gli editori indipendenti di tutto il mondo a riunirsi, a livello nazionale, ma anche regionale e internazionale, in associazioni e gruppi che consentano maggiormente di difendere i nostri diritti e di far sentire la nostra voce. Insieme, con l’appoggio delle istituzioni pubbliche, dei mecenati, delle organizzazioni internazionali, intendiamo continuare a tutelare e a promuovere l’editoria indipendente e la bibliodiversità.

Parigi, mercoledì 4 luglio 2007

Elenco dei firmatari

Sindhu ABEBE, Éditions Sindhu, Etiopia

Nouri ABID, Éditions Med Ali, Tunisia

Joachim ADJOVI, Association Afrilivres, Bénin –-associazione di 55 editori dell’africa francofona al sud del Sahara

Silvia AGUILERA, Lom editorial, Cile

Bahman AMINI, Éditions Khavaran, Iran – Francia

Marie-Agathe AMOIKON FAUQUEMBERGUE, Éditions Éburnie, Costa d’Avorio

Pascal ASSATHIANY, Éditions du Boréal, Québec – Canada

Bichr BENNANI, Tarik éditions, Marocco

Pierre BERTRAND, Éditions Couleur livres, Belgio

Dominique BIGOURDAN, Éditions Sang de la Terre, Francia

Joseph BOU AKL, Éditions Dar Al-Farabi, Libano

Isabelle BOURGUEIL, L’or des fous éditeur, Francia

Indu CHANDRASEKHAR, Tulika Books, India

Russell CLARKE, Éditions Jacana, Sud Africa

Sandro COHEN, Editorial Colibrí, Messico

Gilles COLLEU, Éditions Vents d’ailleurs, Francia

Arielle CORBANI, Éditions de l’Atelier, Francia

Germán CORONADO, Ediciones Peisa, Perù

Ana DANIELI, Ediciones Trilce, Uruguay

Héctor DINSMANN, Libros de la Araucaria, Argentina

Serge DONTCHUENG KOUAM, Presses Universitaires d’Afrique, Camerun

Jacques DOS SANTOS, Edições Chá de Caxinde, Angola

Iñaki EGAÑA, Éditions Txalaparta, Paesi Baschi – Spagna

Fatma EL BOUDY, Elain Publishing, Egitto

Josemari ESPARZA, Éditions Txalaparta, Paesi Baschi – Spagna

Marc FAVREAU, The New Press, Stati Uniti

Araken GOMEZ RIBEIRO, Éditions Contra Capa et Liga Brasileira de Editores (LIBRE), Brasile – Associazione di 100 case editrici

Müge GURSOY SOKMEN, Éditions Metis, Turchia

Agnès GYR-UKUNDA, Éditions Bakame, Ruanda

Sofiane HADJADJ, Éditions Barzakh, Algeria

Pablo HARARI, Ediciones Trilce, Uruguay

Susan HAWTHORNE, Spinifex Press, Australia

Jutta HEPKE, Éditions Vents d’ailleurs, Francia

Dorothée-Gérard HOUESSOU, Les éditions du Flamboyant, Bénin

Federico IBÁÑEZ, Association Bibliodiversidad, Spagna – associazione di 129 case editrici indipendenti

Guido INDIJ, la marca editora et Los Editores Independientes de Argentina por la Diversidad Bibliográfica (EDINAR), Argentina – Associazione di 33 case editrici indipendenti

Yasmin ISSAKA, Éditions Graines de pensées, Togo

Aline JABLONKA, Éditions Charles Léopold Mayer, Francia

Ivana JINKINGS, Boitempo Editorial, Brasile

Renate KLEIN, Spinifex Press, Australia

Hamidou KONATÉ, Éditions Jamana, Mali

Octavio KULESZ, Libros del Zorzal, Argentina

Béatrice LALINON GBADO, Éditions Ruisseaux d’Afrique, Bénin

Alvaro LASSO, Éditions estruendomudo, Perù

Anne LIMA, Éditions Chandeigne, Francia

Sami MENIF, Cérès éditions, Tunisia

Ritu MENON, Éditions Women Unlimited et Independent Publishers’ Group, India – associazione di 10 case editrici indipendenti

Anita MOLINO, Federazione Italiana degli Editori Indipendenti (FIDARE) Italia – associazione di 90 case editrici indipendenti

Julie MONGEAU, Les éditions écosociété, Québec – Canada

Auguste MOUSSIROU-MOUYAMA, Les éditions du Silence, Gabon

Pablo MOYA, Alianza de Editoriales Mexicanas Independientes (AEMI), Messico –associazione di 15 case editrici indipendenti

Aïda et Nabil MROUEH, Éditions Al-Intishar, Libano

Jean-Claude NABA, Sankofa & Gurli éditions, Burkina Faso

Abdeljalil NADEM, Éditions Toubkal, Marocco

Lidio PERETTI, Editora Vozes, Brasile

José Antonio QUIROGA, Plural Editores, Bolivia

Claude RABENORO, Éditions Tsipika, Madagascar

Marie-Michèle RAZAFINTSALAMA, Presse Edition et Diffusion, Madagascar

Jean RICHARD, Éditions en bas, Svizzera

Juan Carlos SÁEZ, Editores de Chile (EDIN), Cile, associazione di 35 case editrici indipendenti

Rodney SAINT-ÉLOI, Éditions Mémoire d’encrier, Haïti – Canada

Asdrúbal SÁNCHEZ, Editorial Laboratorio Educativo, Venezuela

André SCHIFFRIN, The New Press, Stati Uniti

Virginie SÉGUINAUD, Éditions Donniya, Mali

Abdulai SILA, Ku Si Mon Editora, Guinea Bissau

Paulo SLACHEVSKY, Lom Editorial, Cile

Bernard STEPHAN, Les éditions de l’Atelier, Francia

José TAVARES, Éditions Campo das Letras, Portogallo

Roger TAVERNIER, Éditions Emina Soleil, Francia

Susannah TREFGARNE, Zed Books, Regno Unito

Abdón UBIDIA, Editorial El Conejo, Ecuador

Marcelo URIBE, Ediciones Era, Messico

Jacqueline WAGENSTEIN, Colibri Books, Bulgaria

Cristina WARTH, Pallas Editora, Brasile

XUE Kuisong, Éditions Sanlian, Cina

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Una Risposta to “Gli editori indipendenti firmano la dichiarazione internazionale per la tutela e la promozione della bibliodiversità”

  1. marta arcieri Says:

    salve!
    dopo aver letto questo estratto sono ancora più motivata nel mio intento di fondare una casa editrice indipendente che promuova idee diverse dalle idee imposte dai media sopratttutto dalla tv
    vi ringrazio e vi assicuro che la mia sarà una cellula che terrà duro


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