Che rapporto c’è tra graphic design e la blogosfera?

23 luglio, 2007

Il mondo del graphic design si sta, lentamente, avvicinando ai blog e alla blogosfera. L’articolo di Art Lab (www.artlab.it) esplora questa tematica.

Design di blog

Nato come diario personale in rete, negli ultimi anni il weblog si è affermato come modello privilegiato di produzione e fruizione di contenuti on-line complessi.Una ricerca Eurisko ha fatto emergere, nel primo semestre 2006, ben 650.000blog in Italia, con un numero di utenti che raddoppiia ogni sette mesi da più di tre anni.
Attività frenetica che, grazie alla tecnologia a basso costo di cui si serve, sta iniziando a ridisegnare le logiche imposte dai mediatradizionali (televisione e stampa in primis), proponendo un’organizzazione orizzontale dove l’individuo è, al tempo stesso, autore, fruitore e connettore del flusso informativo. La dimensione del fenomeno dimostra che la facilità di esecuzione tecnica abbia evidentemente promosso la soddisfazione di un bisogno latente degli utenti. Inoltre l’accesso alla banda larga costituirà il fattore chiave per il suo futuro sviluppo e, in prospettiva, per la circolazione delle idee.
Anche chi si occupa di graphic design ha creato luoghi di confronto virtuale, caratterizzati da contributi che coprono un’ampia varietà di temi con differenti livelli di approfondimento. La molteplicità delle soluzioni proposte dimostra come questi strumenti (e la rete in generale) siano ancora in uno stato embrionale ben lontano dal raggiungimento di uno schema consolidato.

Spontaneità

Tra i primi tentativi di design blog, nati dalla libera iniziativa dei singoli, emergono esempi significativi: gli americani Social Design Notes (www.backspace.com/notes) e Speak Up (www.underconsideration.com/speakup), attivi dal 2002, hanno per primi rilevato l’efficacia di uno stile di scrittura fresco ed informale nell’ambito del design. Inoltre la possibilità di commentare gli interventi, fornendo il proprio punto di vista, annulla lo spazio che tradizionalmente separa il lettore da chi scrive: uno dei principali limiti delle riviste cartacee. Ciò permette però l’accesso a disturbatori che, nascosti dall’anonimato, infiammano periodicamente le discussioni sferrando attacchi e critiche ingiustificate. E’ per questo motivo che Gianni Sinni, curatore con Andrea Rauch di SocialDesignZine (www.sdz.aiap.it), definisce i punti forza di un blog come le sue debolezze maggiori.

Inchiostro vs pixel

La carta stampata ha in passato mosso critiche di superficialità e scarsa professionalità nei confronti dei blog. Oggi, tuttavia, sono le stesse testate a cavalcare il fenomeno mediatico, fornendo strumenti attraverso i quali lettori possono interagire attivamente. Anche la stampa periodica dedicata al graphic desigign sta rispondendo a questa esigenza e non è un caso che i primi tentativi siano arrivati dalla Francia, il paese europeo dove i blogger sono più attivi. Il sito Internet della rivista Etapes (www.etapes.com) ha recentemente riorganizzato la propria home page ponendo il blog in primissimo piano; quello del quotidiano Le Monde permette addirittura ai lettori di ospitare al suo interno i propri blog personali; tra questi, uno dei più visitati è Design Camp typo(www.paris.blog.lemonde.fr), curato in modo attento e approfondito dal grafico e type designer Peter Gabor.
Gli stessi giornalisti hanno poi creato propri blog, divenuti tra i più letti della rete e capaci di sviluppare dibattiti interessanti. E’ il caso di Design Observer (www.designobserver.com), fondato dal designer Micheal Beirut e dal critico Rick Poynor, che propone brevi saggi dal taglio analitico e riflessivo. Caratterizzato dalla stessa autorevolezza l’Aiga Design Forum (www.designforum.aiga.org) è un sistema di blog sui temi del design sul quale scrivono regolarmente critici come Steven Heller.
La realizzazione di contenuti dedicati esclusivamente alla edizioni on-line delle riviste, come sul sito di Eye Magazine(www.eyemagazine.com/critiques.php), è la dimostrazione di come la formula del blog si possa supportare di contributi di profondità e accuratezza paragonabile alla carta stampata. In questi siti gli scritti sono più esaurienti e di lunghezza maggiore rispetto a un blog tradizionale, viene curata l’affidabilità delle fonti e il linguaggio è meno colloquiale. Ciò prova che i lettori sono ormai disposti a sforzarsi in una poco comoda lettura a video, pur di ottenere le notizie a cui sono interessati.

Blog made in italy

Anche in Italia i blog sul design hanno riscontrato un interesse crescente. Attivo dal 2003, SociaDesignZine rappresenta la proposta più popolare, dimostrando come anche nel nostro Paese sia forte la volontà di ampliare la propria conoscenza e di partecipare a una comunità. Sul solco di tale esperienza Sergio Polano, docente universitario e giornalista, ha realizzato Poiongalore (www.polano.eu/sp) all’interno del quale, oltre a segnalazioni su concorsi, brevi recensioni di libri e curiosità, è possibile trovare la libreria completa dei suoi articoli scritti per libri e riviste. DesignerBlog (www.designerblog.it) si sviluppa all’interno del network editoriale blogo.it che, sfruttando la piattaforma del blog, punta a fornire informazioni aggiornate su decine di argomenti (dai libri alle auto, ai viaggi), ma limita l’ approfondimento degli interventi a quello di semplice curiosità.

Prospettive

La formula attuale dei blog è riuscita a catalizzare l’interesse e a creare una comunità, ma è probabile che la loro sopravvivenza passi attraverso l’aumento della qualità dei propri contenuti.
In quest’ottica i blog di design rappresentano oggi una valida palestra dove aspiranti autori si allenano nella scrittura. La sfida lanciata dagli sviluppi mediatici porterà quindi a un nuovo cambiamento di scenario e, probabilmente, all’avvento di nuove professionalità.

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Una Risposta to “Che rapporto c’è tra graphic design e la blogosfera?”


  1. Sono daccordo che Sdz e Designerblog siano ottimi blog per il settore ma la cosa più curiosa è proprio scoprire che il singolo graphic designer medio sia ancora molto ancorato a una comunicazione offline.
    Raramente si esprime sul web attraverso un blog molto meno di altre categorie in teoria ben più lontane.

    Così come è difficile fare accettare ad alcuni graphic designer che il web design sia una derivazione del graphic design…forse per il processo di maggior informatizzazione richiesto.

    Del resto però i graphic designer non sono mai stati una categoria molto incline a parlare del proprio lavoro, la maggior parte dei siti dei graphic designer è in effetti ricca di contenuti visivi(portfolio) ma scarni testualmente.


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