La figura dell’agente letterario: cultura, passione e marketing

11 luglio, 2007

Un articolo di Job on Line, spiega il profilo della figura dell’agente letterario.

Stando con lui, al fatto economico, alla sicurezza di ricevere diritti e compensi, si accompagnava la possibilità di comunicare con gli editori, e specialmente con gli editori stranieri, il farsi sentire, l’avere – per così dire – voce in capitolo”. Così Sciascia ricorda Erich Linder che, primo in Italia, ha incarnato la figura dell’agente letterario, “mediatore occulto” tra autore ed editore. Ma qual è il profilo dell’agente letterario del terzo millennio?

Irrequietezza culturale e non-monotonia
L’agente letterario rappresenta un canale di comunicazione tra l’autore e la casa editrice: suo compito principale è quello di stipulare i contratti con gli editori per conto dell’autore, di verificare che vengano onorati correttamente e di seguire gli aspetti amministrativi che ne derivano (pagamenti di anticipi e rendiconti). L’agente è spesso il primo lettore e consigliere dell’autore; se questi non ha già un editore, sceglie a chi proporre un’opera; inoltre si adopera perché l’editore svolga al meglio il ruolo di promotore dell’opera presso tutti i canali (forza di vendita, media…). Il contatto con le case editrici è fondamentale: l’agente letterario vende agli editor, e per riuscirci deve godere di credibilità ed autorevolezza, di assoluta professionalità e discrezione. Egli dev’essere dotato di una intensa passione per la lettura: suo compito sarà infatti quello di provvedere, con senso critico e gusto, ad una scrematura del mare magnum di manoscritti proposti da sedicenti scrittori, alla ricerca del capolavoro da pubblicare, promuovere e diffondere.

Una figura irrinunciabile dell’editoria
Nel nostro Paese, la situazione editoriale non si può definire “esaltante”: la lettura è poco diffusa, considerata “eccezionale”, avvolta da un’aura di sacralità che indebolisce il mercato, già fortemente penalizzato dall’uso di una lingua poco conosciuta rispetto, per esempio, a inglese e spagnolo. Negli ultimi anni, si è assistito a forti mutamenti: concentrazioni editoriali, nascita di grandi gruppi, progressiva scomparsa di quella familiarità ed artigianalità che a lungo ha caratterizzato il nostro mondo editoriale. Contemporaneamente, sono mutati i cosiddetti “mestieri del libro”: tra questi, anche la figura dell’agente letterario, che oggi gode di una maggior accettazione e viene considerato per molti aspetti una figura “irrinunciabile” dagli editori e dagli scrittori. Non più soltanto lo specialista dei contratti, il controllore dei rendiconti, l’esattore di royalties, ma un operatore editoriale a tutto tondo, capace di aiutare i propri clienti a condurre nel miglior modo possibile ogni momento della vita di un libro, dalla progettazione alla stesura, dalla lettura alla valutazione, dall’editing alla promozione pubblicitaria, in Italia e all’estero.

Lavorare “dietro le quinte”
Nonostante il marketing italiano non sia tra i più agguerriti, il mondo editoriale è comunque dinamico, in preda a continui cambiamenti: vi è una vasta e interminabile scelta, capace di soddisfare gusti raffinati e aspettative eclettiche. Seguire e conoscere a fondo questo settore significa operare una ricerca costante, partecipare a fiere, convegni, curare la realizzazione di interviste e rassegne stampa: ed è proprio questo il ruolo dell’agente letterario. Egli si rivolge sia agli scrittori esordienti, sia agli autori già affermati. Nel primo caso, valuta i dattiloscritti rappresentando quelli che hanno i requisiti adatti per la candidatura alla pubblicazione presso le case editrici in sintonia con il lavoro. Per questo motivo tesse una rete di relazioni con i referenti all’interno delle case editrici, seguendone costantemente le politiche editoriali, le collane, le pubblicazioni… L’agente segue la gestione delle opere all’interno delle case editrici, tutelando l’autore fino all’auspicata firma del contratto di pubblicazione. E lavorando sempre in silenzio, dietro le quinte: un bravo agente letterario non cerca la notorietà, ma pone solo l’autore sotto i riflettori.

Il rapporto con l’autore
Anello di congiunzione tra autore e editore, sia esso librario o cinematografico o altro, l’agente è chiamato a tutelare l’interesse dell’autore: economico, ma anche e soprattutto professionale.
L’attenzione dell’agente per la carriera del suo autore è evidente: è questi, e nessun altro, che lo paga con una percentuale sui suoi proventi. Dunque, più l’agente riesce a far aumentare i proventi dell’autore, più egli guadagna. L’agente partecipa spesso alla stesura dell’opera con consigli e commenti, e tende a non presentare l’opera all’editore finché questa non è giudicata pronta per il mercato: questo costituisce anche una garanzia per l’editore, che quindi preferisce prendere in considerazione opere presentate da agenti.
Il rapporto che l’agente instaura con l’autore non è dunque un rapporto di semplice natura contrattuale, ma diventa di sostegno, critica, incoraggiamento, freno, affinché l’autore possa dare il meglio di sé e non si svenda, e affinché in certi casi accetti anche logiche a lui incomprensibili, ma che l’agente, con la sua conoscenza del mercato, crede opportune in determinati momenti.
http://www.jobonline.it/

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Una Risposta to “La figura dell’agente letterario: cultura, passione e marketing”

  1. susanna Says:

    Buongiorno,
    mi chiamo Susanna e vorrei avere informazioni in merito al percorso da seguire per aprire un’agenzia letteraria.
    Grazie


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