Lettori nascosti

13 giugno, 2007

Le strategie di attrazione del pubblico delle biblioteche

Può la vecchia signora “biblioteca” competere con le nuove modalità di fruizione della cultura e di ricerca che le nuove tecnologie offrono? Lo scambio è ormai ineguale a favore di queste ultime, anche per la soddisfazione di esigenze di ricerca approfondite. Le biblioteche occupano ormai una posizione decisamente decentrata. O no…?
Per riaffermare una posizione che tradizionalmente avevano occupato in passato, le biblioteche si attrezzano verso una sempre maggiore e coerente strutturazione di servizi, per conoscere il pubblico a cui esse si rivolgono e per ampliare il pubblico tradizionale.
A Genova, per esempio, città dove è in netta crescita la presenza di immigrati, con “libri senza frontiere, gli immigrati in biblioteca” i nuovi cittadini diventano punto di riferimento per soddisfare esigenze di informazione, documentazione, ma soprattutto integrazione. Iniziativa a forte valenza interculturale, prevede, tra l’altro, anche di formare i dipendenti stessi perché siano in grado di interagire efficacemente con questi nuovi pubblici e di supportarli nel processo di apprendimento e di integrazione.
“Leggere in tutti i sensi, leggere con tutti i sensi”, è invece un festival organizzato da un sistema di biblioteche che si propone di avvicinare alla lettura attraverso la guida dei cinque sensi. Un modo per creare un percorso sul territorio attraverso le varie biblioteche che costituiscono la rete. Cibo, profumi, calore ed esperienze visive: incontri letterari,degustazioni, letture rumorizzate, fiabe, giochi e aperitivi in musica, reading, mostre e incontri.
Quali le modalità per avvicinare un target difficile e distratto come quello degli adolescenti?
Anche le biblioteche comunali dei Castelli Romani si sono interrogate chiedendosi come era il caso di attrezzarsi per attrarre il pubblico più giovane.
La logica da seguire? Portare la biblioteca all’esterno: ovvero, disseminare i luoghi a maggiore transito di copie di libri, ma anche amplificare la capacità attrattiva delle biblioteche tenendo conto anche del modo in cui queste sono progettate e allestite. Una proposta potrebbe essere quella di creare una gerarchia per l’assegnazione delle funzioni e dei documenti da proporre al pubblico in modo da attrarre quei lettori cosiddetti “deboli” e per cambiare le modalità di comunicazione verso gli utenti.
Per gli adolescenti si può prevedere l’uso di oggetti oppure di installazioni virtuali, di opere d’arte, che, inserite in un ambiente altrimenti freddo e grigio, possono favorire un’atmosfera di familiarità e incrementare l’accessibilità ai libri stessi.
Come reagisce il pubblico dei giovani? Da un’indagine effettuata dalla Biblioteche di Roma, il pubblico fino ai 24 anni, nel decennio che va dal 1995 al 2005 è aumentato sensibilmente passando da poco più di duecentomila a quasi ottocentomila unità. Segno che le biblioteche si pongono il problema, ed in alcuni casi prospettano soluzioni per farvi fronte.

Riferimenti:

http://www.csbno.net
Il progetto per i “Giovani Adulti” del Consorzio Biblioteche Castelli Romani (slides in file zip)
http://www.comune.roma.it

[di Giulia Agusto, testo tratto da http://www.tafter.it]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: