La magnifica ossessione.

13 giugno, 2007

L’articolo riprodotto è un estratto di quello pubblicato nel numero 373, Maggio 2007, di ‘Prima Comunicazione’

Per la Condé Nast è la qualità, una ossessione che sembra banale ma che è il fondamento di tutta l’editoria. Lo dice Giampaolo Grandi, leader di Condé Nast Italia, che annuncia un progetto rivoluzionario: fondare a Milano una West Point, per allevare direttori generali

Nel 2006 Condé Nast Italia è diventata la prima per risultato economico fra tutte le filiali internazionali del grande gruppo americano che ha la sua bandiera nella rivista di moda Vogue. Un traguardo raggiunto soprattutto grazie al settimanale Vanity Fair, come spiega il presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi che parla anche della difficoltà di trovare bravi direttori e dell’idea di fondare una West Point milanese per allevarli.
“Per la Condé Nast la qualità è un’ossessione. Sembra banale, ma è il fondamento di tutto. Perché in una casa editrice il risparmio non è la ricetta per il successo”, dice Grandi. “Vanity Fair, il nostro primo settimanale, nato nel settembre 2003, lo dimostra”.
“Oggi c’è chi crede che, in un mondo editoriale così complesso, sia possibile affermare un giornale in modo duraturo senza un grande direttore. Ma io non sono affatto d’accordo”, continua Grandi. “Uno dei problemi che abbiamo in Italia è proprio la mancanza di una nuova leva di direttori. Però sono convinto che esista un certo numero di giornalisti attorno ai 35 anni che per formazione culturale, per attitudine personale e per la qualità delle esperienze fatte possano essere ‘allevati’ come direttori. Ne sono talmente convinto che metteremo un annuncio del tipo ricerca di personale per scovarli e selezionarli. Poi a formarli come direttori di periodici ci pensiamo noi, che in questo siamo bravi”.
“Noi stiamo investendo molto anche su Internet, più di 10 milioni negli ultimi sette anni, con l’obiettivo di aere un sito per il pubblico femminile medio-alto e uno per il pubblico maschile medio-alto che diventino i siti di riferimento in Italia: quelli che chiunque voglia raggiungere un numero elevato di consumatori è costretto a pianificare”, dice ancora Grandi. “Però continuiamo a credere nella carta stampata. Anzi sono convinto che l’aumento di alternative e di opzioni avvantaggia la stampa di qualità, perché accentua il suo ruolo di media che sa scegliere e dare autorevolezza alle sue scelte”.
“La battaglia per i grandi numeri e per i grandi budget pubblicitari la stampa l’ha già persa negli anni Sessanta. E gli editori stanno rischiando d’impiccarsi da soli a obiettivi diffusionali non più sostenibili”, sostiene l’amministratore delegato di Condé Nast italia. “Gli utenti pubblicitari pagano più o meno il 70% del conto dei giornali, perciò è inevitabile che si chiedano quanto e a cosa davvero serva il loro investimento. Oggi sono spietati come non mai nel tagliare pagine. E sono disposti a pagare, anche molto più di prima, solo i giornali che servono al loro scopo: quelli che dimostrano di avere efficacia sul piano del sell in-sell out e di essere capaci di stabilire un rapporto di forte empatia con il lettore-consumatore”.

tratto da http://www.primaonline.it

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Una Risposta to “La magnifica ossessione.”

  1. Ernestina Says:

    “Ecco-vorrei dire a tutti quelli che cercano di demoralizzare me e il mio adorato sogno-leggete queste parole di questo grande direttore, e capirete che il mio non è un capriccio, che la “mia ossessione” di voler e poter un giorno lavorare per un editoria quale la Condè Nast è motivata da queste parole e da tutti gli articoli delle riviste che “sforna” continuamente.”
    Perchè quando ho detto “Vado a Roma a studiare moda all ‘università, perchè io voglio scrivere per loro, per la Condé Nast” tante persone hanno storto il naso e hanno invano cercato di farmi cambiare idea.
    Un anno e avrò la mia laurea triennale e….io conto davvero su queste parole di “opportunità”del direttore, perchè mi aspetto di poter avere la possibilità di effettuare uno stage lì in Condè Nast, e in futuro mettere insieme in un unico lavoro le mie da sempre più grandi passioni:scrivere -la moda.
    Sono mesi oramai che cerco sul sito della Condè Nast un’opportunità di stage che dovrò fare a breve, ma..non vedo nulla..o forse non ho i giusti contatti.
    Se qualcuno sa a chi potrei rivolgermi…bhe questa è la mia mail.
    Cordiali saluti a tutti e..a titolo informativo anche noi giovani crediamo e sognamo ancora nella carta stampata!!


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