«La Finestra» e «Quodlibet», nobiltà di due piccole case editrici: in arrivo un «Morgante» del Pulci, le «Satire» di Giovenale secondo Ceronetti, «La crocifissione di Cristo» di Frazer, mai uscito in Italia

di MIRELLA APPIOTTI

Hanno compiuto 10 anni due piccole editrici molto appartate, ma a proposito delle quali «cultura» e «ricerca» conservano il loro pieno significato: trattasi di «La Finestra» fondata a Trento da Marco Albertazzi dell’università di Parma e della «Quodlibet» da Macerata di Stefano Verdicchio e Gino Giometti, entrambe con più di una assonanza. Percorsi difficili, libri con visibilità quasi nulla nelle hit parade quanto frutto di una intelligenza editoriale di cui diamo qui rapidi cenni, interrompendo il viaggio di Tuttolibri tra le major italiane (che però riprenderà sabato 23 giugno).
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Edicom edizioni

18 giugno, 2007

EdicomEdizioni sta lavorando per mettere a punto le prossime date del progetto Percorsi di Sostenibilità, che in autunno porterà la Mostra Convegno sull’Edilizia Scolastica Ecocompatibile nelle maggiori città italiane.

Ecco le città e le date confermate:

Gorizia 12 settembre
Roma 18 settembre
Torino 10 ottobre
Milano 8 novembre
Napoli 14 novembre
Novara 21 novembre

Troverete sul nostro sito, alla sezione “Eventi”, tutti gli aggiornamenti.

EdicomEdizioni, casa editrice specializzata nel settore dell’architettura sostenibile e della bioedilizia, promuove una cultura progettuale e costruttiva attenta all’ambiente e alla qualità del costruire. Un punto di riferimento editoriale in grado di offrire una proposta completa e articolata per promuovere la cultura della sostenibilità anche attraverso l’organizzazione di eventi convegnistici ed espositivi, iniziative formative e culturali.

La magnifica ossessione.

13 giugno, 2007

L’articolo riprodotto è un estratto di quello pubblicato nel numero 373, Maggio 2007, di ‘Prima Comunicazione’

Per la Condé Nast è la qualità, una ossessione che sembra banale ma che è il fondamento di tutta l’editoria. Lo dice Giampaolo Grandi, leader di Condé Nast Italia, che annuncia un progetto rivoluzionario: fondare a Milano una West Point, per allevare direttori generali

Nel 2006 Condé Nast Italia è diventata la prima per risultato economico fra tutte le filiali internazionali del grande gruppo americano che ha la sua bandiera nella rivista di moda Vogue. Un traguardo raggiunto soprattutto grazie al settimanale Vanity Fair, come spiega il presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi che parla anche della difficoltà di trovare bravi direttori e dell’idea di fondare una West Point milanese per allevarli.
“Per la Condé Nast la qualità è un’ossessione. Sembra banale, ma è il fondamento di tutto. Perché in una casa editrice il risparmio non è la ricetta per il successo”, dice Grandi. “Vanity Fair, il nostro primo settimanale, nato nel settembre 2003, lo dimostra”.
“Oggi c’è chi crede che, in un mondo editoriale così complesso, sia possibile affermare un giornale in modo duraturo senza un grande direttore. Ma io non sono affatto d’accordo”, continua Grandi. “Uno dei problemi che abbiamo in Italia è proprio la mancanza di una nuova leva di direttori. Però sono convinto che esista un certo numero di giornalisti attorno ai 35 anni che per formazione culturale, per attitudine personale e per la qualità delle esperienze fatte possano essere ‘allevati’ come direttori. Ne sono talmente convinto che metteremo un annuncio del tipo ricerca di personale per scovarli e selezionarli. Poi a formarli come direttori di periodici ci pensiamo noi, che in questo siamo bravi”.
“Noi stiamo investendo molto anche su Internet, più di 10 milioni negli ultimi sette anni, con l’obiettivo di aere un sito per il pubblico femminile medio-alto e uno per il pubblico maschile medio-alto che diventino i siti di riferimento in Italia: quelli che chiunque voglia raggiungere un numero elevato di consumatori è costretto a pianificare”, dice ancora Grandi. “Però continuiamo a credere nella carta stampata. Anzi sono convinto che l’aumento di alternative e di opzioni avvantaggia la stampa di qualità, perché accentua il suo ruolo di media che sa scegliere e dare autorevolezza alle sue scelte”.
“La battaglia per i grandi numeri e per i grandi budget pubblicitari la stampa l’ha già persa negli anni Sessanta. E gli editori stanno rischiando d’impiccarsi da soli a obiettivi diffusionali non più sostenibili”, sostiene l’amministratore delegato di Condé Nast italia. “Gli utenti pubblicitari pagano più o meno il 70% del conto dei giornali, perciò è inevitabile che si chiedano quanto e a cosa davvero serva il loro investimento. Oggi sono spietati come non mai nel tagliare pagine. E sono disposti a pagare, anche molto più di prima, solo i giornali che servono al loro scopo: quelli che dimostrano di avere efficacia sul piano del sell in-sell out e di essere capaci di stabilire un rapporto di forte empatia con il lettore-consumatore”.

tratto da http://www.primaonline.it

Passaggi a Nordovest

13 giugno, 2007

Un gruppo di studenti di un master in Progettazione Editoriale e una grande azienda, che realizza annualmente un’indagine sul turismo in Piemonte: dal loro incontro è nato un volume originale…

Il turismo è un fenomeno teso fra analisi quantitative e visionarie prefigurazioni di scenari e tendenze. Fenomeno di sempre maggiore interesse sia per le sue ricadute economiche che per la sua crescente rilevanza per gli stili di vita e di consumo delle persone, prorpio il turismo è stato scelto come protagonista del volume “Passaggi a Nordovest. Osservatorio strategico del turismo in Piemonte”. Il volume è frutto di un’interessante incontro tra la Seat Pagine Gialle, azienda che pubblica annualmente uno studio sul turismo in Piemonte, e il gruppo degli allievi del Master in progettazione editoriale dell’Istituto Europeo di Design di Torino.
Il volume si apre con una parte di taglio storico, dove si presenta il passato del turismo in Piemonte, seguita da una seconda parte di analisi critica dei dati dello studio Seat, che permette di comporre un quadro sufficientemente completo del turismo oggi nella regione e in particolare nel capoluogo.
La prima parte si presenta quindi come una storia per parole e immagini del turismo piemontese. Nella seconda, e più interessante, sezione si illustra, corredata dai dati aggiornati Seat integrati da ulteriori fonti, una buona analisi dell’attuale contesto turistico, delle oportunità e dei punti di forza del settore, alla luce dei recenti sorprendenti suoi sviluppi.
Il settore del turismo legato alla cultura è descritto nei dettagli: patrimonio, dotazione, descrizioni quantitative e qualitative. Ampio spazio è dedicato alle strutture dedicate al turismo congressuale. E ancora: il gusto, l’ambiente, la montagna, i laghi, le terme, gli eventi. Il tutto, inserito in un percorso ipertestuale corredato da dati aggiornati e da approfondimenti di esperienze significative.
Gli studenti coinvolti nel progetto si sono confrontati per la prima volta con tutte le fasi di realizzazione di un prodotto editoriale: dal concept sino alla consegna. Il ricavato del volume frutto del loro lavoro sarà devoluto a Telethon.

Passaggi a Nordovest. Osservatorio strategico del turismo in Piemonte
Seat Pagine Gialle e Istituto Europeo di Design 2007
Euro 12
Cod. ISBN: [978-88-902916-0-9]

Lettori nascosti

13 giugno, 2007

Le strategie di attrazione del pubblico delle biblioteche

Può la vecchia signora “biblioteca” competere con le nuove modalità di fruizione della cultura e di ricerca che le nuove tecnologie offrono? Lo scambio è ormai ineguale a favore di queste ultime, anche per la soddisfazione di esigenze di ricerca approfondite. Le biblioteche occupano ormai una posizione decisamente decentrata. O no…?
Per riaffermare una posizione che tradizionalmente avevano occupato in passato, le biblioteche si attrezzano verso una sempre maggiore e coerente strutturazione di servizi, per conoscere il pubblico a cui esse si rivolgono e per ampliare il pubblico tradizionale.
A Genova, per esempio, città dove è in netta crescita la presenza di immigrati, con “libri senza frontiere, gli immigrati in biblioteca” i nuovi cittadini diventano punto di riferimento per soddisfare esigenze di informazione, documentazione, ma soprattutto integrazione. Iniziativa a forte valenza interculturale, prevede, tra l’altro, anche di formare i dipendenti stessi perché siano in grado di interagire efficacemente con questi nuovi pubblici e di supportarli nel processo di apprendimento e di integrazione.
“Leggere in tutti i sensi, leggere con tutti i sensi”, è invece un festival organizzato da un sistema di biblioteche che si propone di avvicinare alla lettura attraverso la guida dei cinque sensi. Un modo per creare un percorso sul territorio attraverso le varie biblioteche che costituiscono la rete. Cibo, profumi, calore ed esperienze visive: incontri letterari,degustazioni, letture rumorizzate, fiabe, giochi e aperitivi in musica, reading, mostre e incontri.
Quali le modalità per avvicinare un target difficile e distratto come quello degli adolescenti?
Anche le biblioteche comunali dei Castelli Romani si sono interrogate chiedendosi come era il caso di attrezzarsi per attrarre il pubblico più giovane.
La logica da seguire? Portare la biblioteca all’esterno: ovvero, disseminare i luoghi a maggiore transito di copie di libri, ma anche amplificare la capacità attrattiva delle biblioteche tenendo conto anche del modo in cui queste sono progettate e allestite. Una proposta potrebbe essere quella di creare una gerarchia per l’assegnazione delle funzioni e dei documenti da proporre al pubblico in modo da attrarre quei lettori cosiddetti “deboli” e per cambiare le modalità di comunicazione verso gli utenti.
Per gli adolescenti si può prevedere l’uso di oggetti oppure di installazioni virtuali, di opere d’arte, che, inserite in un ambiente altrimenti freddo e grigio, possono favorire un’atmosfera di familiarità e incrementare l’accessibilità ai libri stessi.
Come reagisce il pubblico dei giovani? Da un’indagine effettuata dalla Biblioteche di Roma, il pubblico fino ai 24 anni, nel decennio che va dal 1995 al 2005 è aumentato sensibilmente passando da poco più di duecentomila a quasi ottocentomila unità. Segno che le biblioteche si pongono il problema, ed in alcuni casi prospettano soluzioni per farvi fronte.

Riferimenti:

http://www.csbno.net
Il progetto per i “Giovani Adulti” del Consorzio Biblioteche Castelli Romani (slides in file zip)
http://www.comune.roma.it

[di Giulia Agusto, testo tratto da http://www.tafter.it]

Il Paese della Vergogna

7 giugno, 2007




PaeseVergogna

Originally uploaded by ilfuturodellibro

Questo libro parte da un dato di fatto, incontrovertibile. In Italia la verità storica non segue mai lo stesso binario della verità giudiziaria. I colpevoli di stragi come Piazza Fontana, Piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904, e si potrebbe continuare l’elenco, sono tutti sostanzialmente liberi. E’ l’Italia spiazzante delle verità negate, raccontate da Biacchessi attraverso scene esemplari, flash su personaggi diversi tra loro ma uniti da un solo nome: ingiustizia. Sono Fausto e Iaio, i giovani militanti di sinistra ammazzati a Milano pochi giorni dopo il sequestro Moro; sono Angelo Casile, Gianni Aricò, Franco Scordo, Luigi Lo Celso, Annalise Borth, i cinque anarchici del Sud che sapevano qualcosa di troppo e per questo sono morti in uno “strano” incidente stradale; Piero Bruno, ucciso dalla polizia una sera di novembre del 1975, a 18 anni. E poi i delitti di mafia, da Peppino Impastato a Libero Grassi, da Giorgio Ambrosoli a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un collage di fatti e storie, carichi di emozioni. Un libro fatto di verità e passione.
“Il paese della vergogna” raccoglie, in una versione riveduta e ampliata, alcuni testi di teatro narrativo civile scritti da Daniele Biacchessi: “La storia e la memoria”, “Fausto e Iaio”, “Storie d’Italia” e “Quel giorno a Cinisi”.

Saranno presentati martedì 5 giugno a Roma, presso gli Horti Sallustiani, i dati dell’indagine commissionata dall’Osservatorio permanente sui contenuti digitali ad Ac Nielsen. La ricerca mette in evidenza la progressiva riduzione del “gap tecnologico” tra uomini e donne, con queste ultime sempre più acquirenti di contenuti digitali culturali. Nelle nuove generazioni dai 14 ai 24 anni, le ragazze hanno la stessa confidenza con la tecnologia dei loro coetanei, mantenendo però un livello di consumi culturali superiore ai maschi. L’acquisto di contenuti online è un fenomeno emergente, che mostra caratteristiche interessanti ai fini dello sviluppo futuro. Infatti, in termini di approccio all’acquisto, il 59% acquista libri, il 44% dvd, la popolazione che acquista online esplicita una chiara tendenza a fruire di contenuti indistintamente. Attualmente oltre il 40% di chi acquista almeno un contenuto culturale sovrappone l’acquisto di libri, cd e dvd. La ricerca, nel corso del Convegno “Liquidi e mutanti. Industrie dei contenuti & consumatori digitali”, sarà introdotta da Federico Motta, presidente dell’Associazione Italiana Editori, e illustrata da Roberto Borghini , consumer marketing manager di AcNielsen, ed Emilio Pucci dell’e-Media Institute. La presentazione sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente l’Osservatorio permanente sui contenuti digitali, costituito da Aie, Aidro, Fimi e Univideo.
BSpm, e-duesse.it