L’editore nella rete

17 maggio, 2007

da Tafter.it
I processi d’innovazione che hanno caratterizzato l’editoria nell’ultimo decennio evidenziano una nuova modalità di produzione, che punta molto alla realizzazione di servizi e di ambienti digitali che permettano un forte rinnovamento nella fruizione del prodotto culturale.
Fenomeni quali l’e-book, la stampa a richiesta (print on-demand), nuovi siti editoriali, riflettono il percorso dell’editore di oggi che acquisisce competenze nuove per organizzare all’interno della casa editrice strumenti di comunicazione che lo mettano in contatto diretto con il lettore/utente oggi sempre più al centro della filiera editoriale. Viviamo ormai nell’ economia dell’esperienza dove sono le persone, i consumatori a definire prodotti e servizi delle aziende.
Di questo parliamo nell’intervista che segue con Infinito Edizioni, casa editrice nata nel 2004 a Marino, che attraverso l’uso delle nuove tecnologie ha rivoluzionato i suoi processi di produzione e comunicazione, arrivando a promuoversi in tutto il mondo con un click. Entriamo subito in medias res…

Dunque internet, la grande rete: cosa ha significato per la vostra casa editrice?
Internet è stata per noi dal primo istante una priorità: difatti, appena nati, la prima cosa è stata quella di realizzare il sito web, inizialmente brutto e non a caso è durato poco; allora abbiamo assunto un webmaster, gli abbiamo esposto le nostre esigenze, scambiato idee, esaminato possibili soluzioni e attraverso tale processo si è costruito il nucleo centrale del nostro sito che per noi è sopratutto uno strumento di lavoro. Sul sito abbiamo iniziato a creare i primi spazi per le news e i link di approfondimento affinché l’utente/lettore interessato alle nostre tematiche potesse trovare un ulteriore punto di riferimento.
Dopo circa un anno d’esperienza, con il sito così strutturato, ci siamo resi conto che eravamo lontani da quello che volevamo.

Cosa è successo allora?
Innanzitutto abbiamo preso tre web-master e abbiamo iniziato con il modificare l’home e l’editor che utilizzavamo per pubblicare.

Cosa significa?

Oggi utilizzando una piattaforma Typo 3 siamo in grado di modificare l’home page e le pagine interne del sito. Aprendo due browser, su uno abbiamo il sito come è visibile on line, sull’altro ne visualizziamo la struttura interna, quella non visibile. In tal modo siamo in grado di modificare il sito dall’interno e in tempo reale possiamo vedere aggiornati on line i contenuti sul browser visibile.
Questo è molto importante perché la nostra casa editrice non si limita a pubblicare libri e a farli conoscere attraverso una opportuna campagna di promozione, ma si pone l’obiettivo di aggiornare e documentare in tempo reale il potenziale utente/lettore sulle tematiche che sono al centro della nostra produzione editoriale. I nostri libri parlano di temi d’attualità come la questione dei Balcani o i diritti dell’infanzia, ed è importante offrire attraverso il sito informazioni, spunti di riflessione sulle vicende di paesi lontani, con i quali siamo in contatto attraverso i siti internazionali. Con uno slogan potremmo dire che siamo passati da un sito vetrina a un sito vivo, interattivo: tutto ciò ha preso il suo tempo per divenire realtà, ma l’investimento maggiore c’è stato all’inizio.
Successivamente, se hai progettato bene l’home page e le pagine interne, riesci con più facilità a far crescere la visibilità della tua casa editrice, promuovere i tuoi libri e contemporaneamente diventare strumento di approfondimento e di ricerca.

Mi sembra di capire che siete soddisfatti dei risultati raggiunti nella comunicazione, quali i punti di forza della vostra strategia?
Innanzitutto, la capacità di strutturare un sito ordinato, facile per l’utente che lo voglia utilizzare. L’home-page è divisa in tre colonne di cui le laterali costituiscono lo strumento vero e proprio di lavoro, a partire dalle news che sono molto utilizzate. Aggiornare gli utenti, offrire loro informazioni, riflessioni, e temi di approfondimento ci ha fatto crescere. Per fare tutto ciò molto importante è stato il lavoro svolto dall’ufficio stampa, che ad oggi conta un database di circa seimila contatti! Internet non è solo il sito web, ma la possibilità di avere relazioni con tutti i soggetti attraverso i quali dai voce e spessore alla tua casa editrice: fondazioni, enti locali, privati, associazioni, media eccetera.

Un po’ di numeri sui risultati?
Certo: siamo passati da 20/25 contatti al giorno a 100/120, contatti che provengono non solo dall’ Italia, ma da tutto il mondo: Cina, Giappone, Brasile, Portogallo, Stati Uniti, Spagna..

Del print on-demand oggi spesso si decantano le potenzialità sia come antidoto alle criticità della distribuzione sia in quanto strumento capace di garantire una qualità pari alla stampa tradizionale. Cosa ne pensate?
No, non siamo d’accordo. Tutt’al più possiamo dire che il print on-demamd è un sistema molto democratico perchè permette a chiunque di stampare con una somma irrisoria, ma se andiamo a confrontare i costi ci rendiamo conto che è più conveniente in termini numerici stampare in off-set che in digitale. Con la stampante digitale il costo è sempre lo stesso sia che stampi una copia sia che ne stampi mille; in off-set su tirature basse il costo è alto ma su tirature “alte” (tremila copie: ovvero ciò che stampa in definitiva un editore medio) il costo del libro è uguale se non minore del digitale e in più il libro ci guadagna in rifinitura e qualità. Per ciò che concerne la distribuzione poi, essendo il print on-demand un processo legato alla stampa indipendente o di nicchia, quindi pubblicazioni che non sono in concorrenza sul mercato, non costituisce una soluzione alla distribuzione. Noi crediamo che per il medio editore una possibile alternativa sia invece l’e-book sul quale pensiamo di investire, nonostante in Italia non abbia ancora attecchito..

Allora perché investirci?
Perché è una sfida, per capire se c’è un possibile interesse. L’e-book ha un senso se c’è un risparmio e se effettivamente hai meno impatto ambientale. Permette una diffusione importante del prodotto a un costo più basso, permette all’editore di risparmiare su carta e tipografia e al lettore una parte dei costi; alcuni editori francesi o inglesi mettono on-line l’e-book al 50 per cento del libro cartaceo..si dona al libro una seconda vita laddove è troppo oneroso ristampare.

di Veronica Pezzutti

Tutti pirati? È quello che la propaganda contro gli scambi di archivi musicali vorrebbe farci credere. Ma i fautori della «proprietà informatica» a ogni costo dovranno lottare senza fine contro le nuove forme di espressione. Infatti queste, che si fondano sulla possibilità di condividere l’atto di creare e di cooperare a livelli inediti, resi possibili dall’avvento di internet, sono sempre più potenti.
Hanno tentato di mettere sotto chiave le varietà di riso coltivate in Estremo Oriente e hanno denunciato agricoltori “colpevoli” di essersi ritrovati loro malgrado con raccolti OGM per cause ambientali. Vorrebbero che le formule matematiche fossero di quasi esclusivo utilizzo di poche realtà tecnologiche che, con la scusa di fare innovazione, impongono monopoli a scapito di concorrenti, consumatori e cittadini. Spacciano logiche sanitarie incentrate sulla somministrazione di medicinali a tutto beneficio dell’industria farmacologica ignorando il diritto all’accesso a cure fondamentali per tutti e negando le strategie per la prevenzione delle malattie. Chi sono? Sono le corporation e i governi compiacenti che combattono i beni comuni informazionali.

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Philippe Aigrain, Causa Comune: L’informazione tra bene comune e proprietà.
Edizione italiana a cura di Antonella Beccaria e Andrea Glorioso
Collana Eretica Speciale, Stampa Alternativa, 2007

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Si apre a Torino la Fiera Internazionale del Libro ma la vendita di quotidiani e settimanali si affida ormai solo ai “supplementi”, magari curati dal punto di vista editoriale ma spesso inutili.

Volendo essere pignoli, potremmo addirittura affermare che è il giornale che tende a diventare un accessorio del supplemento; ma questa è un’altra storia. La profondità e le dimensioni del problema nascono da ben altre considerazioni e non è mal posto il timore che con il progressivo depauperamento dei contenuti, l’aumento esponenziale della litigiosità, la concorrenza spietata dell’internet da una parte e del gossip specializzato dall’altra, le pubblicazioni tradizionali passeranno presto tra i ricordi del passato.

Il rischio è enorme, perché la pluralità dell’informazione è alla base stessa della democrazia; e poco importa che giornali e riviste siano in mano a poche finanziarie finché le redazioni saranno libere di esprimersi in linee editoriali anche diverse o magari contrapposte e quelle benviste dal “padrone”. Perché l’informazione digitale è sintetica ed evanescente per sua natura, gratuita, e il lettore non è più tale ma solo un frettoloso consultatore, mentre la “carta stampata” può essere conservata, riletta e alla fine usata per pulire i vetri o avvolgere le acciughe al mercato rionale.

Esistono anche i giornali indipendenti, distribuiti ormai un po’ dappertutto e che si autosovvenzionano con la pubblicità, potrebbe obiettare qualcuno. Ma forse non per molto.

Da dove tradizionalmente si legge molto più che da noi purtroppo giungono le prime avvisaglie. Infatti pare che il quotidiano gratuito 20 minutes edito in Francia, Spagna e Svizzera in una trentina di edizioni localizzate, proporrà un piccolo utile agli edicolanti in cambio della distribuzione del giornale.

Il tentativo mira ovviamente ad acquisire alla pubblicità i potenziali lettori che di solito non comprano pubblicazioni a pagamento mentre gli edicolanti possono sperare di avvicinare una clientela nuova; ma anche in questo caso il problema si propone con evidenza e, apparentemente, senza soluzioni soddisfacenti nel medio e nel lungo periodo.

Bando per il cofinanziamento di progetti di rete finalizzati all’incremento dei patrimoni delle biblioteche pubbliche toscane.
L’acquisto del materiale documentario è uno dei momenti in cui si esplicita il rapporto che una biblioteca pubblica deve avere con la propria comunità di riferimento e concorre a disegnare il quadro di come una biblioteca interagisce con la propria città. In sostanza la funzione di acquisto e d’efficacia dell’acquisto della biblioteca pubblica è strettamente collegata con tutte le altre attività di gestione della biblioteca, tra cui quelle di promozione.
Il progetto è finalizzato ad affermare e potenziare il ruolo strategico delle biblioteche pubbliche toscane nell’attuale società dell’informazione e della conoscenza, al fine di garantire che l’uso della biblioteca e la lettura siano un diritto per qualunque persona e che la biblioteca – come luogo e servizio ‘riconoscibile’ pienamente integrato con la comunità locale – rientri sempre più nelle abitudini dei cittadini e delle cittadine.

Costituiscono obiettivi specifici del progetto regionale:
1. il miglioramento della soddisfazione degli utenti attuali delle biblioteche pubbliche toscane, fidelizzandoli maggiormente;
2. la ricerca di nuovo pubblico tra i cittadini che non conoscono e non usano la biblioteca pubblica, analizzando i loro bisogni per meglio rispondere alle loro esigenze formative ed informative, in termini di materiali disponibili e di servizi.

Il finanziamento regionale copre al massimo il 40% del costo totale di ciascun progetto. I destinatari dei finanziamenti regionali sono le biblioteche pubbliche toscane rappresentate dalle varie reti documentarie toscane e dai sistemi di biblioteche in gestione associata.
La richiesta di finanziamento, utilizzando gli allegati 2 e 3 scaricabili online, deve essere inoltrata entro il 30 giugno 2007 a:
Regione Toscana – Direzione Generale Politiche Formative, Beni e Attività Culturali
Via Farini 8 – 50121 Firenze.

Per informazioni:
Francesca Navarria
Tel. 055/4384102
francesca.navarria@regione.toscana.it
Scarica il Bando

Megagrafica II a Milano

14 maggio, 2007

ono aperte le iscrizioni al laboratorio Megagrafica 2 organizzato dall’Associazione Culturale Zona Bovisa.
Dal 14 al 25 maggio 2007 Utilizzo della grafica e del colore come risorsa per la riqualificazione degli spazi urbani. In collaborazione con l’artista messicano Rajmundo Sesma già autore di Megagrafica I.
Megagrafica II è il secondo laboratorio di progettazione per la realizzazione di interventi di grafica applicata a scala urbana negli spazi di BaseB.
Un workshop interdisciplinare sul tema del colore, dell’ornamento e della grafica applicata all’architettura e al design nelle sue diverse scale di intervento. I partecipanti elaboreranno, sotto la supervisione di Rajmundo Sesma, una loro opera di grafica da applicare agli spazi di BaseB.Metriquadricreativi. Il Laboratorio prevede la partecipazione massima di 50 persone.
Il workshop è aperto a tutti. Iscrizioni entro il 12 maggio.
Chi fosse interessato a partecipare dovrà compilare ed inviare al numero di fax 02 36557581 la “richiesta di ammissione al workshop” entro e non oltre le ore 17.00 del giorno di chiusura delle iscrizioni.

Per info:

Associazione Zona Bovisa c/o BaseB_METRIQUADRICREATIVI
via Lambruschini, 36 20158
Milano
tel: +39 02 36557580 fax: +39 02 36557581
http://www.zonabovisa.com/laboratori/megagrafica2 info@zonabovisa.com

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Dopo il successo di Tu quando scadi? Racconti di precari (che ha seguito il boom di Non ci sto!, il dialogo tra Ingrao e Zanotelli di cui si è occupato anche “L’Espresso”), sarà possibile scaricare il libro di Renato Quaranta

Il bello della sinistra
Dai girotondi alla rivoluzione in franchising

Si tratta di un saggio sotto forma di blog cartaceo che intende riflettere sull’identità della sinistra. Un volume quanto mai attuale visto il crescente dibattito attorno al Partito Democratico e a quello della Sinistra.
L’autore, pugliese, manager della comunicazione presso un grande gruppo industriale, analizza i bisogni e i sogni del popolo del centrosinistra italiano dai girotondi fino ai nostri giorni, anche attraverso lettere private e conversazioni telefoniche con Nanni Moretti.

Il libro
In questo blog cartaceo c’è una storia, una tesi e una visione.
La storia: la sinistra dopo la sconfitta del 2001 vista e vissuta da un suo elettore, l’autore.
La tesi: gli elettori di sinistra sono anche consumatori che esprimono l’esigenza di “qualcosa di sinistra” che manca.
La visione: riprodurre, diffondere, moltiplicare un’offerta di sinistra utilizzando le tecniche e le armi del marketing.

http://www.mannieditori.it