Spiegare l’Italia a mio nonno

6 marzo, 2007

Un pamphlet, liberamente scaricabile in rete, che è anche un blog che descrive la condizione senza futuro delle giovani generazioni italiane.

Senza la prospettiva di un lavoro stabile, senza la certezza (anzi solo la speranza) di una pensione decente, condannati a stare in famiglia, vita natural durante. Sono i giovani italiani, decritti lucidamente e con dati certi e inoppugnabili, da un libretto, chiaro e graffiante, di 50 pagine, gratuitamente scaricabile in rete, dal titolo L’Italia spiegata a mio nonno scritto da Federico Mello, con un’introduzione dello scrittore Enrico Brizzi.

Come sempre la legge Biagi è sul banco degli imputati e senza sconti: dopo l’approvazione della legge Biagi il 50,7% dei contratti di lavoro stipulati dai giovani tra i 20 e 29 anni era a termine. Quelli passati da “a termine” a permanenti si riducono dal 31,9% del 2002-2003 al 25,4% del 2004-2005, mentre la possibilità di passare dal contratto a termine alla disoccupazione aumenta dall’11,2% del 2002-2004 al 20,7 del 2004-2005.

Il reddito medio dei giovani italiani risulta quasi la metà rispetto ai coetanei inglesi, e del 50% più basso rispetto ai pari età francesi e tedeschi.

Per la pensione si va ancora peggio: operai e impiegati che sono andati in pensione nel 2005 hanno avuto circa il 70% dell’utimo stipendio come pensione, quelli che andranno nel 2015 avranno circa il 66% dello stipendio, ma quelli che andranno in pensione nel 2030 avranno il 52% e nel 2045 il 41% dello stipendio.

In Italia i giovani fra i 18 e i 34 anni che vivono con almeno un genitore sono il 61%, degli uomini tra i 25 e i 30 anni, addirittura il 68% sta ancora con i genitori, contro il 23% dei tedeschi, il 18 per cento dei francesi, il 13% dei britannici.

Dai presidenti del consiglio, prima Prodi poi Berlusconi, ai ministri, agli editorialisti dei maggiori quotidiani, tutti rigorosamente over 45 anni, abbiamo, indubbiamente, la classe dirigente più anziana d’Europa e questo spiega, forse, la sordità e l’indifferenza, rispetto ai problemi e al disagio dei giovani italiani.

Questo pamphlet on line, però, chiarisce in maniera inequivocabile perché, come, dove e quando, assisteremo nei prossimi anni alle più imponenti e distruttive rivolte giovanili d’Europa.

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