Ebook: ovvero nè E nè Book

23 febbraio, 2007




Ebook: ovvero nè E nè Book

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Il testo analizza gli ebook nei loro vari aspetti: la loro struttura, le modalità di fruizione e appropriazione da parte dei consumatori, l’aspetto commerciale e quello legale del copyright.

Questo ebook è la traduzione del discorso di Cory Doctorow “Ebook: neither E – nor Books” tenutosi in occasione della O’Reilly Emerging Technology Conference del 2004 a San Diego.
L’autore ha rinunciato ai diritti di copyright sul testo, destinandolo al pubblico dominio tramite una “Creative Commons License” e autorizzandone ogni tipo di riproduzione, utilizzo o modifica.
Doctorow espone alcune idee sugli ebook, influenzate dalla sua esperienza maturata al tempo della pubblicazione del suo romanzo Down and out in the magic Kingdom sul Web, come ebook.
L’autore pone un accento particolare sul confronto tra ebook e libri tradizionali, evidenziando i pro e i contro di entrambi e mostrando come spesso, queste due tipologie di prodotto abbiano più caratteristiche in comune di quanto non ci sia aspetti.
La rivoluzione tecnologica rappresentata dall’avvento degli ebook viene messa a confronto con le altre svolte epocali della storia della tecnologia: dall’avvento della stampa a caratteri mobili, alla diffusione dei media e delle tecnologie moderne, sempre più aperte al concetto di democratizzazione e condivisione dei contenuti.
Doctorow si contrappone all’idea di ebook come fallimento, molto diffusa tra gli scrittori, e mette in luce le potenzialità nascoste di questo mezzo espressivo, che secondo lui non deve limitarsi a rimanere una strategia di marketing tesa a far crescere le vendite dei libri tradizionali, ma potrà originare un proprio mercato autonomo di successo.
Allo stesso modo Doctorow è critico nei confronti dei sui colleghi, che temono ciecamente il fantasma della pirateria informatica. La maggior parte degli scrittori sembra non rendersi conto di quanto la possibilità di diffondere i propri contenuti tramite il Web porti dei vantaggi molto superiori al rischio di essere copiati e tagliuzzati dagli hacker di libri. Il modello di copia tipico di Internet non è più dannoso dell’avvento della radio o del videoregistratore, e allo stesso modo non mette a rischio le tecnologie preesistenti, ma piuttosto le integra rendendone i contenuti sempre più accessibili e democratici.
In conclusione, l’autore commenta con ironia le vigenti norme sui diritti di copyright. Doctorow dimostra come un copyright troppo restrittivo danneggi tutti, dai consumatori agli scrittori, che si vedono limitati nella loro creatività. Il copyright tradizionale è un pericolo per la sopravvivenza delle opere stesse, che rischiano di cadere in oblio ancor prima di entrare nel pubblico dominio. Per tutelare la creatività e la varietà dei prodotti, è necessario riformulare la legislazione sul copyright in modo da renderla compatibile con le potenzialità di Internet

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