Networking. La rete come Arte.

22 gennaio, 2007

E’ stato appena pubblicato Networking. La Rete come Arte di Tatiana Bazzichelli, il primo tentativo di ricostruzione della storia del networking italiano.

La net art, così come molte forme d’arte che utilizzano le tecnologie come veicolo di creazione artistica, hanno cominciato di recente a ricevere i primi riconoscimenti dal mondo delle istituzioni. L’ Italia comincia ora a formare una discreta letteratura sull’argomento.

È fresco di pubblicazione Networking. La rete come arte, di Tatiana Bazzichelli, il primo tentativo di ricostruzione della storia del networking artistico italiano. Pubblicato dalla Costa & Nolan (336 pagine/21 euro), è il frutto di una lunga e approfondita ricerca, ma soprattutto dell’ evoluzione di un’esperienza attiva nel campo (l’autrice gestisce dal 2001 il progetto AHA: Activism Hacking Artivism).

Networking. La rete come arte analizza l’uso creativo delle tecnologie (video, computer etc.) con particolare attenzione agli esperimenti artistici italiani dell’ultimo ventennio, da sempre caratterizzati da un preciso orientamento politico-sociale. Questo libro considera tutte quelle pratiche artistiche (quindi non solo la net art) che si sostanziano nella creazione di reti (network) e nella condivisione e libera manipolazione dei contenuti. «Fare network – spiega Tatiana Bazzichelli nell’introduzione – significa creare reti di relazione per la condivisione di esperienze e idee in vista di una comunicazione e di una sperimentazione artistica in cui emittente e destinatario, artista e pubblico, agiscono sullo stesso piano» (p. 17). «E’ il tipo di arte contemporanea più difficile da definire – continua L’Autrice – perché non si basa su oggetti, né unicamente su supporti digitali o analogici, ma sulle relazioni e processi in divenire tra individui. Individui che a loro volta possono creare altri contesti di relazione, oppure dare vita a prodotti creativi, che però hanno importanza se inseriti nell’idea allargata di condivisione» (p. 26).

Il libro apre allo scenario dei fenomeni underground che si sono sviluppati in Italia nell’ultimo ventennio, dal movimento punk alla più recente comunità hacker con tutte le attività che ne sono derivate come i netstrike gli Hackmeeting, le Telestreet. Il libro racconta molte delle pratiche di networking e net art di diversi artisti e attivisti, fra cui 0100101110101101.ORG, [epidemiC], Jaromil, Giacomo Verde, Giovanotti Mondani Meccanici, Correnti Magnetiche, Candida TV, Tommaso Tozzi, Federico Bucalossi, Massimo Contrasto, Mariano Equizzi, Pigreca, Molleindustria, Guerriglia Marketing, e molti altri: tutto questo senza perdere di vista riferimenti e collegamenti con le pratiche artistiche che si sono sviluppate all’estero, ma soprattutto gli antecedenti da cui originano le moderne sperimentazioni. Dagli esperimenti con la posta dei futuristi dei primi anni Dieci del Novecento, alle performance Situazioniste e Fluxus, fino allo sviluppo delle BBS (reti telematiche alternative), poi sfociate nella comunità hacker, esperimenti di creazione collettiva si sono infatti susseguiti in un continuum storico senza interruzioni. Questi antecedenti, oramai debitamente considerati come tali dalla critica d’arte, sono trattati nel testo della Bazzichelli con grande ricchezza di dettagli e rimandi storici. Tutto questo in un linguaggio semplice e accattivante. I riferimenti ai siti degli argomenti man mano trattati nel libro sottintendono un invito ad approfondire e sperimentare on-line temi sempre in evoluzione.

Molte “azioni artistiche” raccontate dalla Bazzichelli costituiscono aneddoti accattivanti anche per il lettore non specializzato. Alcuni tra questi: le beffe mediatiche di Luther Blissett (pseudonimo collettivo con cui si sono firmati dagli anni Ottanta una serie di performers, artisti, riviste underground e collettivi squatters americani ed europei); le esperienze poli-mediali del collettivo Candida TV per arrivare ad una “televisione di tutti” (1999); gli interventi hacker degli 01.org (pseudonimo dietro cui lavorano Eva e Franco Mattes, anche loro precedentemente membri di Luther Blissett) iniziate nel 1999 con la promozione di un artista sloveno, invenzione dell’artista, torturato dalle autorità per le sue opere ritenute anti-patriottiche; il “complotto di Tirana”, in cui un duo anonimo di artisti/performers si spaccia per Oliviero Toscani e presenta in occasione della Biennale di Tirana (2000) quattro artisti inesistenti di cui uno si dice osannato da Osama Bin Laden come il portavoce della Jihad dell’arte.

Con uno stile semplice e scorrevole in questo libro Tatiana Bazzichelli offre un importante punto di riferimento per gli addetti ai lavori, ma anche una lettura piacevole che riprende fatti attuali. Il lettore può scegliere di acquistarlo in libreria o di scaricarlo gratuitamente da internet; può fruirlo nelle modalità più tradizionali della lettura del testo scritto o può sperimentarlo on-line utilizzando la sitografia messa a disposizione dall’Autrice. E’ questa libertà di scelta che ha fatto del libro della Bazzichelli un prodotto originale da fruire in modo libero e attivo, in perfetta coerenza con la filosofia hacker.

Networking. La rete come arte, di Tatiana Bazzichelli (Prefazione di Derrick de Kerckhove; Potfazione di Simonetta Fadda) Editore: Costa & Noland Pagine: 335 Prezzo: 21 euro Il libro è pubblicato in Licenza Creative Commons ed è disponibile in formato digitale .Pdf per il download.

Tatiana Bazzichelli (Roma, 1974) Laureata in Sociologia della comunicazione con una tesi sull’arte intereattiva presso l’università la Sapienza di Roma (1999) è esperta di new media art, hacktivism e culture del digitale. Dalla fine degli anni Novanta ha curato rassegne, eventi e convegni fra cui Hack it ArtArte in Rete in Italia (Berlino 2005), Media-Democracy and Telestreet (Monaco 2004), AHA (Roma 2002), Hacker Art Lab (Perugia 2000). Fondatrice del progetto di networking AHA: Activism – Hacking – Artivism (2001), gestisce l’omonima mailing list sull’attivismo artisticico.

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