Letterature di svolta, progetto artistico avviato nel 2004 da Michelangelo Pistoletto & CittadellarteFondazione Pistoletto, a cura di Agenzia n-2 & Cittadellarte, in collaborazione con Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, è inserito nel programma di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma 2006-2007.

Letterature di svolta ha partecipato con notevole successo ad Arte Fiera con la libreria di svolta (una libreria-installazione, composta da una selezione dei testi raccolti dal 2004 ad oggi da una struttura per la lettura, concepita dall’artista Charlie Jeffery) e con il kit lounge.

Si tratta di un kit di sopravvivenza nella letteratura, una lounge minima ma accogliente in cui il pubblico può sedersi, leggere il materiale informativo, consultare i libri, consigliare e votare il proprio libro di svolta. Sarà anche in visione un documentario in progress costituito da una selezione delle interviste di svolta sulla svolta realizzate alla gente comune, a scienziati, filosofi, scrittori, artisti.

Sabato 27 e domenica 28 gennaio è stata attivata l’unità mobile: la realizzazione di video interviste in cui si chiede al pubblico quale libro abbia costituito per ognuno “una svolta” e contribuito a quella trasformazione personale e collettiva.

Cos’è Letterature di Svolta?

Gli appuntamenti del 2007

Per oltre trent’anni Il Diario Vitt è stato un allegro compagno di scuola, grazie al genio del suo illustratore Benito Jacovitti.
Gli anni d’oro del diario Vitt, il volume appena uscito per Stampa Alternativa /Nuovi equilibri, ne ripercorre con emozione la lunga storia.

Segnaliamo un ciclo di Seminari, sull’innovazione dei media e dei contenuti, organizzato da Net Left presso la Fondazione Basso – in via della Dogana Vecchia 5, Roma.
A me personalmente l’argomento interessa molto, ma non potrò essere a Roma per quella data. Se qualche partecipante volesse scrivere un pezzo su questo seminario, lo pubblicherò volentieri.

Read the rest of this entry »

L’Associazione Africa e Mediterraneo presenta a Bologna le migliori opere del
Premio Africa e Mediterraneo per il miglior fumetto inedito di autore africano 2005-2006.
Read the rest of this entry »

Due scrittori si incontrano sul Ring. L’oggetto della sfida è un libro. Uno dei duellanti combatte per difenderlo, l’altro per attaccarlo. L’incontro si svolge in sei round, in ognuno si affronta il libro da un diverso punto di vista (lo stile, la trama, l’autore…). Read the rest of this entry »

Come si legge in comunicato stampa diffuso dall’Associazione Italiana Editori: “Sarà Il Cairo, in concomitanza con la 39ma Fiera internazionale del Libro in cui l’Italia è ospite d’onore (da ieri, 23 gennaio, sino al 4 febbraio), la sede della prima “Arab International Copyright Conferente”. Organizzato da WIPO (The World Intellectual Property Organisation) in collaborazione con il Ministero della cultura egiziano, l’IPA (l’Associazione internazionale degli editori) e l’APA (l’Associazione degli editori arabi), l’appuntamento è in programma il 27 e 28 gennaio al Cairo International Conference Centre. Tra i relatori anche due italiani: l’editore Carlo Feltrinelli (nella foto) nella sessione Modern Arabic Literature: Global Publishing Opportunities del 27 gennaio e il direttore dell’AIE Ivan Cecchini in quella conclusiva Looking Forward del giorno dopo sul tema Developing the publishing skills base.
BSAA

Le scritture femminili e lo spazio: in ogni scrittura – in particolare in quella delle donne – ritroviamo le tracce di quel viaggio della mente che giunge a fissarsi sulla carta per meglio sancire l’incontro con il sé e con l’altro da sé. Per affermarsi o per non perdersi, per porre le basi di un altrove possibile e praticabile. Non una scrittura neutra, quindi, ma un insieme di parole incarnate nei corpi e nei pensieri: il frutto di una memoria che chiede di essere salvata e spesso appare frammentata, intessuta di sradicamenti, di biografie infrante, di paesaggi non sempre così limpidi e rassicuranti. Su questi temi si confrontano in un’ottica comparatista le molteplici voci raccolte nel volume: studiose di lingue e di letteratura, scrittrici italiane e straniere, storiche, filosofe e giornaliste.

Tiziana Agostini, filologa, specialista della cultura locale, svolge attività di ricerca presso il Centro interuniversitario di studi veneti dell’Università Cà Foscari di Venezia. Recentemente ha curato i volumi L’identità delle Venezie 1866-1915 (2002) e, di G.A. Cibotto, I veneti sono matti (2003).

Adriana Chemello, docente di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. Nel 2003 è stata eletta presidente della Società italiana delle letterate. Ha pubblicato numerosi saggi in volumi miscellanei in Italia e all’estero, occupandosi in particolare del genere epistolare e di quello biografico.

Ilaria Crotti, docente di Critica e Teoria letteraria presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cà Foscari di Venezia. Si interessa di letteratura italiana moderna e contemporanea, sia in prospettiva teorico-metodologica che ermeneutica.

Luisa Ricaldone, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Torino. Oltre a diversi contributi e saggi nell’ambito degli studi delle donne, ha curato la pubblicazione di carteggi, opere teatrali, diari di erudite e letterate settecentesche.

Ricciarda Ricorda, professore associato di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cà Foscari di Venezia. Si è occupata della narrativa tra Sette e Novecento e di forme “miste” come il giornalismo letterario e la letteratura di viaggio.

Read the rest of this entry »

Il mercato editoriale secondo il mitico direttore commerciale Einaudi: trucchi, strategie e i ricordi dei grandi autori del ‘900.
Da un’intervista di Sebastiano Vassalli.

Read the rest of this entry »

Vittorio Sabadin è vicedirettore della Stampa di Torino, dove ci lavora dal 1979, e ha fatto in tempo a vivere tutte le trasformazioni del giornale: da quello dei tipografi che lo componevano col piombo, al giornale on line continuamente aggiornato e che coinvolge i lettori in forum e blog; dal giornale che viveva grazie ai lettori che lo acquistavano, a quello che campa grazie alla pubblicità e ai gadget (dai Dvd alle magliette); da La Stampa in formato grande e in bianco e nero, a quella in tabloid, di cento pagine a colori; dal giornale in cui la pubblicità era separata rigidamente dalle notizie, a quello in cui abbondano i publiredazionali.

Per questo Sabadin si può permettere di dire ai ragazzi che affollano la facoltà di scienze della comunicazione di Torino che se faranno i giornalisti lavoreranno molte più ore, per molti meno soldi, in redazioni aperte giorno e notte, quasi sempre davanti a un terminale, per diffondere notizie su tutti i mezzi possibili e immaginabili, dal cellulare al notebook; ma ci sarà anche la carta?

Il saggio di Sabadin che esce in questi giorni per i tipi della Donzelli, dal titolo profetico L’ultima copia del New York Times, narra di queste trasformazioni dell’informazione e del modo di lavorare dei giornalisti, oggetto di due lezioni a quegli studenti torinesi.

L’ultima copia del New York Times potrebbe uscire nel 2043: lì si ferma il giornale di carta, secondo tante delle profezie, raccolte da operatori dell’informazione di tutto il mondo, che chiudono il libro, soppiantato definitivamente da quello elettronico.

Prima di arrivare a quel punto si passerà dalla piena integrazione delle redazioni giornalistiche della carta e dell’on line, che spesso sono separate. Avremo edizioni on line dello stesso giornale che anticipano nel dare le notizie l’edizione cartacea, come avviene all’estero e non ancora in Italia; e avremo giornali di carta fatti esclusivamente dai contributi inviati on line dai lettori.

Non si sa se alla fine oltre ai giornali non spariranno anche i giornalisti: i giornali avranno articoli e inchieste realizzati dagli stessi lettori. Le foto non saranno realizzate più da fotoreporter ma comuni cittadini armati di telefonino con fotocamera o video: come ormai è normale che sia, dal terremoto di Assisi, alle stragi di Londra e Madrid, a tanti incidenti stradali documentati così.

Il bello del libro è che Sabadin si fa solo appassionato cronista di queste trasformazioni; Sabadin non prende posizione, né a favore né contro, non demonizzando questi cambiamenti che tolgono il terreno da sotto i piedi a chi vive facendo il giornalista, ma nemmeno sottovalutando i rischi di giornali fatti troppo sui gusti e gli interessi della maggioranza, che non sappiano o non possano svolgere un ruolo critico di denuncia e di coscienza, come è stato per molto tempo per l’informazione.

I giornali on line avranno il problema del modello di business, ossia di come pagarsi, perché una cosa è certa: i giovani non leggono i giornali. Non li comprano, non credono che l’informazione si debba comprare e non sono abituati a farlo; se leggono qualcosa, questa è la free press, ossia la stampa gratuita, l’unica ad aver conquistato milioni di non lettori italiani alla lettura.

Per Sabadini la free press ha sfondato perché intercetta i lettori fuori dalle edicole e per il format: notizie brevi, sintetiche, poca politica e molto più vicina agli interessi dei giovani. Secondo Sabadini tutti i giornali potrebbero diventare gratuiti e vivere di pubblicità; dovrebbero però abbattere il 30% circa dei costi, ridurre i giornalisti e pagarli meno: forse è quello che stanno cercando di fare gli editori italiani, negando il rinnovo del contatto giornalistico.

Scheda
Titolo: L’ultima copia del “New York Times”
Autore: Vittorio Sabadin
Editore: Donzelli
Prezzo: 15 euro

[ZEUS News – http://www.zeusnews.it – 25-01-2007]

fonte:Zeus News, http://www.zeusnews.it

Può sembrare incongruo come mai in Europa i paesi francofoni siano gli antesignani della battaglia tra la notizia stampata e quella telematica.

La risposta non è nel ben noto sciovinismo transalpino, né in una forma sottile di antiamericanismo; è invece nelle statistiche, che specialmente in Francia segnano il progredire della crisi dei quotidiani e di tutto l’indotto, a partire dalla pubblicità.

Le Parisien e Le Monde hanno più volte tagliato il personale, Le Figaro continua a perdere soldi nonostante l’impegno del gigante Dassault, mentre molti dipendenti di France Soir tempo addietro si erano volontariamente impegnati nella vendita porta a porta del quotidiano.

Complice forse la presenza capillare della telematica, assai più diffusa che altrove e comunque molto meno costosa, il degrado dei bilanci è stato sensibile: dalla fine degli anni ’70 ai giorni nostri si sono persi oltre 800mila lettori.

Il fatto non è neppure imputabile alle edizioni gratuite, poiché quotidiani marginali come La Croix e Aoujourd’hui en France hanno segnato un incremento della diffusione, mentre per esempio Libération subiva un calo racord del 10% in un anno.

Calano ovviamente anche gli introiti pubblicitari a vantaggio dell’audiovisivo e persino le edicole vanno scomparendo, essendo diminuite in 10 anni di circa cinquemila unità: nella capitale le cose non vanno meglio, nonostante la maggiore remuneratività dei punti di vendita; nel resto dell’Europa non di lingua francese la tendenza è al calo ma senza alcuna drammaticità.

E’ perciò comprensibile come in già nel 2005 Google si sia vista citare dall’Agence France-Press (Afp) davanti ai tribunali americani per l’abuso dei contenuti estratti del notiziario di aggregazione, strada del resto seguita anche da alcuni blog, anche di casa nostra.

Google si è difesa asserendo che i notiziari non sarebbero soggetti al diritto d’autore perché non “sufficientemente originali e creativi”, in quanto farebbero riferimento nudo e crudo ad un solo fatto o notizia per volta; Afp controbatte di essere fornitore notizie a pagamento e chiede un indennizzo multimilionario (circa 13 milioni di euro).

Con queste premesse, si comprende come un tribunale di Bruxelles abbia ordinato a Google di modificare il suo sistema di news e come Copipresse ne abbia ottenuto in settembre la cancellazione di tutte le pagine raggiungibili via web, proprio perché il portale funzionava non da semplice motore di ricerca ma da vero e proprio servizio d’informazione.

Com’è ovvio, le contestazioni non tralasciano l’utilizzo improprio dei feed Rss, in quanto rendono accessibile la notizia senza passare dalla home page dell’editore, il che avviene anche quando le notizie non sono più in linea o siano divenute accessibili solo a pagamento. A ruota e sulla stessa linea, sono seguite le contestazioni a Msn e a Yahoo.

La posizione degli editori francesi è oggi tuttavia più sfumata, avendo concluso con Google un accordo provvisorio secondo cui Google.fr non avrebbe istituito un servizio localizzato di news senza il preventivo benestare di Afp, né sono stati per altro impediti accordi privati come quello stipulato ad esempio da Les Echos. Tuttavia la strada della definizione è ancora lunga ed irta di ostacoli anche perché sembra puntare in più direzioni.

L’Associazione mondiale della stampa, che raggruppa gli editori di libri e rotocalchi oltre che di giornali, punta al recepimento di una normativa comune (e delle sentenze emesse in Belgio) in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Nella causa ancora pendente negli Usa, il tribunale ha richiesto a Afp l’esibizione degli snapshot o comunque la documentazione relativa alle pagine contestate. Documentazione che pare non sia più raggiungibile, essendo stata nel frattempo distrutta o cancellata.