INTERVISTA A SONU SHAMDASANI

29 novembre, 2006

Una mattina di sabato del 1916, l’anno più feroce della Prima guerra mondiale, nella neutrale Svizzera, a Kusnacht, la casa dello psicologo Carl Jung venne invasa dai fantasmi dell’inconscio.

«L’intera casa era piena come se ci fosse una folla, totalmente piena zeppa di spiriti. Erano ammassati fino alla porta e l’aria era così spessa che facevo fatica a respirare», raccontò lo stesso Jung all’allieva Aniela Jaffé in Ricordi sogni riflessioni (Bur, 1998). ispettosi come Poltergeist, gli spiriti. Squillò il campanello, ma alla porta non c’era nessuno. Da alcuni anni, Jung stava percorrendo i confini tra il suo inconscio personale e quello che avrebbe chiamato inconscio collettivo; attraverso esercizi di «immaginazione attiva», una sorta di sogno lucido, evocava figure simboliche che gli facevano da guida nelle caverne e nei cieli nascosti della mente. La potenza degli archetipi era tale che Jung temeva di essere sopraffatto. Forse per mantenere il controllo sulle sue visioni – e sul suo equilibrio – il padre della psicologia analitica, fin dall’inizio, aveva messo i suoi viaggi interiori su carta, centinaia di pagine scritte e di disegni in stile Art déco, che gelosamente raccoglieva in una cartella di pelle rossa.
È il Libro Rosso, il più discusso e favoleggiato tra gli inediti junghiani. Il grande psicologo cominciò a scriverlo nel 1914, dopo la rottura con Sigmund Freud. Le ultime pagine sono del 1930. Rimasto per anni nei cassetti degli eredi, ora il Libro Rosso sta per andare alle stampe all’interno delle «Philemon series», vasto progetto editoriale che ha per obiettivo la pubblicazione di tutta l’opera di Jung rimasta inedita. Il curatore del libro è lo storico della psicologia Sonu Shamdsani, indiano nato a Singapore e cresciuto in Inghilterra, che ha incontrato per la prima volta il pensiero di Jung negli ashram del nord dell’India ed è coordinatore delle «Philemon series». L’abbiano intervistato a Londra, dove vive.

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Una Risposta to “INTERVISTA A SONU SHAMDASANI”

  1. Antonio Vita Says:

    E’ cosa veramente interessante conoscere questo grande e giovane studioso che ci ha permesso, unitamente a molti altri e alla Boringhieri di conoscere e leggere IL LIBRO ROSSO di JUNG.
    L’aspettavamo da tempo.
    A dopo eventuali commenti.
    Grazie e a risentirci.
    Buon Anno.
    Antonio Vita


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